Il lockdown dal palco alla realtà
«Serve un sostegno emotivo,
psicologico ed economico»

APPIGNANO - E' quanto è scaturito dal tavolo scientifico che ha fatto seguito allo spettacolo andato in scena domenica 20 febbraio al teatro Gasparrini

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Un momento dello spettacolo

«Grande successo, forti emozioni e tanta speranza» vissuti domenica al teatro Gasparrini di Appignano.

foto-3-per-CS-325x244Il sindaco Mariano Calamita, l’assessore alla Cultura Federica Arcangeli e tutta l’amministrazione hanno voluto regalare alla cittadinanza un pomeriggio di condivisione e partecipazione su temi inerenti il periodo pandemico e le problematiche psicologiche, sociali, economiche che sono ad esso correlate. «Una platea davvero numerosa ed entusiasta, che ha apprezzato e partecipato attivamente, a conferma del desiderio di ritornare alla normalità e alla vita sociale “mancata”», si legge nella nota del Comune. Il pomeriggio si è aperto con il momento teatrale “Certi periodi non servono a niente – versione lockdown”, scritto e diretto da Leonardo Accattoli, talentuoso regista con un occhio attento a mostrare cosa si nasconde dietro le apparenze di una normale coppia moderna e interpretato da Rebecca Liberati, Stefano Tosoni e Valentina Bonafoni (scenografia di Giacomo Pompei).

foto-per-CS«Gli attori hanno dato vita a personaggi contemporanei, con le loro vanità, le loro difficoltà a riconoscersi fragili, vulnerabili, a volte persino inadatti ad un ruolo che si brama, ma che non si comprende fino in fondo – spiega il comunicato -. La pandemia, come un maremoto, ha fatto risalire a galla tutto il nostro sommerso. Ma nonostante questo, nonostante i lati meno accattivanti che abbiamo svelato, c’è un sentimento di speranza che ci spinge a guardare avanti, a perdonarci, a darci la capacità di riprendere il cammino, con una consapevolezza in più su chi siamo, con uno sguardo diverso forse, ma pronti a scommettere nuovamente nel futuro, perché nonostante tutto, quando si abbraccia la verità, su chi siamo e come reagiamo, si acquista nuova forza e nuovo coraggio. Inevitabili spunti di riflessione sulle nostre relazioni, sulle nostre priorità, sulle nostre certezze, ma soprattutto sulle nostre fragilità, che sono stati affrontati, dopo lo spettacolo, durante il tavolo scientifico, moderato dalla dottoressa Mirella Staffolani (pediatra già responsabile dell’area consultoriale), a cui hanno partecipato il dottor Massimo Mari (direttore Uoc psichiatria Area Vasta 2 – nominato per il Gores responsabile del supporto psicologico e sociale alla pandemia da Coronavirus), il dottor Paolo Francesco Perri (già direttore del Dmi). L’attenzione è stata focalizzata su tutte le fasce d’età, dai bambini della prima infanzia, agli adolescenti, fino alle categorie più fragili, analizzando le diverse richieste di aiuto e sottolineando la necessità della condivisione e della socializzazione, unico strumento per una ripartenza che dovrebbe assolutamente essere vissuta come una nuova opportunità. Il leitmotiv dell’incontro, sui riflessi della pandemia, ha rafforzato ancora di più l’idea della necessità di un sostegno emotivo, psicologico, oltre che economico, di cui si devono fare carico tutti i soggetti educanti e le istituzioni per custodire da un lato e mettere al centro di azioni propositive dall’altro, le varie categorie della società civile, anziani, bambini, giovani, famiglie, associazionismo: ognuno, a proprio modo, ha necessità di reagire, di ripartire, di rialzarsi. E questo lo si può fare solo insieme, come ha concluso il sindaco Mariano Calamita, ridando significato al senso di comunità – conclude il Comune di Appignano -. Un grazie speciale a tutti coloro che hanno partecipato e reso questo pomeriggio, un’occasione per ritornare a stare insieme e per condividere sensazioni, emozioni e speranze per un futuro più bello e sereno».


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