Resistenza a dipendenti Asur
che al porto cercavano un’anatra:
condannato un 44enne
CIVITANOVA - L'uomo avrebbe danneggiato un cellulare e detto: «In un'altra circostanza vi prendevate due psitolettate». Oggi la sentenza: 8 mesi
AGGIORNAMENTO DEL 21 DICEMBRE 2023 – Carmine Annacondia è stato assolto al processo d’appello. Per il reato di resistenza è stato riconosciuto che il fatto non costituisce reato. Per il danneggiamento è stato prosciolto con la remissione della querela.
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«In un’altra circostanza vi prendevate due pistolettate», una minaccia che il 44enne Carmine Annacondia avrebbe fatto a personale dell’Asur intervenuto nella zona del porto di Civitanova antistante il club Vela per cercare un volatile che poco prima aveva causato un incidente che aveva coinvolto una ciclista. Il personale si era limitato a chiedere, dice l’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, se avesse visto un’anatra ferita. L’uomo non aveva risposto, dice l’accusa, si era avvicinato ad un operatore e gli aveva tolto la cartellina da lavoro e il telefono. Poi, continua l’accusa, aveva scagliato a terra il cellulare danneggiando lo schermo. L’uomo avrebbe poi minacciato l’operatore e una dottoressa (tecnico della Prevenzione e dell’ambiente nei luoghi di lavoro), dicendo: «se eravate in un’altra circostanza vi prendevate due pistolettate e sareste scomparsi». I fatti contestati risalgono al 29 giugno 2019. L’uomo è finito sotto accusa al tribunale di Macerata per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Oggi si è chiuso il processo. Il pm ha chiesto 1 anno e 2 mesi. Il giudice ha deciso una condanna a 8 mesi. Annacondia è assistito dall’avvocato Gerardo Marcantoni.
(Gian. Gin.)
