Giornata del farmaco e della vita,
successo per la storia di Vittoria

CIVITANOVA - Un lungometraggio e un incontro sul tema della prematurità organizzati dal Comune hanno accompagnato la celebrazione della giornata

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Barbara Capponi assessore alla famiglia

 

Giornata del farmaco e della vita con la storia di “Vittoria”, 850 collegati online sul sito del Comune. L’ente ha organizzato una giornata celebrativa il cui punto centrale è stata la storia contenuta nel lungometraggio “Vittoria” e ispirata alla storia vera della nipote della scrittrice Giorgia Coppari, Alice, nata prematura di appena 650 grammi.

«Ringrazio i partecipanti all’incontro – ha detto l’assessore Barbara Capponi –. Come al solito, lodevole e concreta l’iniziativa della raccolta per il farmaco a cui questa amministrazione ha voluto dare ampio risalto organizzando un evento culturale, trasmesso, per i noti motivi legati all’emergenza Covid, in streaming e non in presenza, come avvenuto in passato. Civitanova partecipa alla raccolta con le sei farmacie comunali, per la prima volta tutte aderenti, che vanno ad aggiungersi a quella private. L’evento racchiude uno sguardo congiunto per una comunione di intenti frutto di un dialogo costante tra noi presenti. Con il progetto “Civitanova, città con l’infanzia”, concepita a misura dei più piccoli e dei più fragili, abbiamo operato un fondamentale cambio di passo, con cui oggi lanciamo un messaggio e un servizio per la vita considerata in tutti i suoi aspetti».

A collaborare all’iniziativa il centro culturale Arca e il banco farmaceutico: «In nome del centro culturale Arca e del banco farmaceutico, ringrazio l’amministrazione Comunale – ha detto Tiziana Bentivoglio – per aver organizzato con grande determinazione questo evento. In questi due anni contrassegnati dal Covid, abbiamo compreso il valore e l’estrema fragilità della vita che diventano sacri di fronte alla lotta del nascere e del vivere di un bambino. Il Covid ha portato con sé la paura del contagio, la solitudine, la lotta alla malattia e l’aumento della povertà».

Il lungometraggio Vittoria prende spunto dal libro dell’autrice Giorgia Coppari, tratto dalla storia vera della nipote Alice, nata prematura alla 24esima settimana, in tempo di Covid, del peso di soli 630 grammi. Bambina che ha lottato per cinque mesi in terapia intensiva neonatale, sospesa tra la vita e la morte, operata più volte e soggetta a trasfusioni di sangue. Dalla storia di Alice è nato un libro e poi il lungometraggio “Vittoria”, con protagonista una bambina di dieci anni, nata prematura, che si interroga sui perché si senta diversa dagli altri indagandone il motivo. «Il lungometraggio è un mio monologo cinematografico che si riassume in un mix tra cinema e teatro – ha detto Giulia Merelli – E’ stata per me un’esperienza straordinaria, ho voluto interpretare Vittoria dandole delicatezza. Il tema della prematurità è educativo per tutti perché tutti siamo prematuri davanti alla vita e sentiamo il bisogno di essere ogni volta riamati. Ho scelto di ambientare la storia in un luogo aperto, le riprese sono state effettuate in provincia di Macerata. Il bambino è un essere fragile che guarda con coraggio al cuore dell’adulto a cui si appoggia e chiede rassicurazioni. Ogni battito è un miracolo, ogni battito è una vittoria».


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