«La rielezione di Mattarella,
svolta che ha messo fine ai tentativi
di sparigliare il quadro politico»
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - Mirella Emiliozzi, deputata M5S commenta: «Il bisogno di stabilità e certezze dell’Italia ha trovato sostanza nella squadra che ci ha guidato attraverso una crisi pandemica, economica e sociale senza precedenti. Piaccia o non piaccia, ora questi giocatori non sono sostituibili»
«La rielezione di Sergio Mattarella al Quirinale rappresenta in modo plastico l’estrema necessità di equilibrio che ha il nostro Paese: il bisogno di stabilità e certezze dell’Italia ha trovato sostanza nella squadra che ci ha guidato attraverso una crisi pandemica, economica e sociale senza precedenti e, che piaccia o non piaccia, ora questi giocatori non sono sostituibili». Mirella Emiliozzi, deputata M5S, legge così «la svolta che ha messo fine a una serie di tentativi, più o meno grossolani, di sparigliare il quadro politico» e che ha portato alla rielezione di Sergio Mattarella come Presidente della Repubblica.
«Cambiare in corsa, per l’Italia, avrebbe comportato con grande probabilità un effetto domino e il rischio concreto di perdere inoltre ciò che ha conquistato, ovvero i fondi europei del Pnrr. Quel che conta – sostiene Emiliozzi – è rimettersi subito a lavorare e usare quest’ultimo scampolo di legislatura per cogliere la più grande occasione di rilancio che abbiamo avuto negli ultimi 40 anni, ma anche per completare il percorso di riforma costituzionale che ha ridotto il numero dei parlamentari, ovvero scrivere e approvare una nuova legge elettorale che garantisca finalmente governabilità e stabilità politica al Paese».
«Draghi a palazzo Chigi e il bis di Mattarella al Quirinale, infatti, sono una coincidenza eccezionale legata a un momento eccezionale e a un contesto eccezionale. Nulla se non una pandemia mondiale, infatti, avrebbe dato vita all’attuale maggioranza, che resterà, io penso, un unicum nella storia repubblicana. L’unica cosa che ci resta da fare, come parlamentari e come cittadini, è adesso quella di scrivere regole nuove per l’Italia che verrà. Poi – conclude Emiliozzi – saranno i cittadini, con le prossime elezioni politiche, a dire che cosa succederà nel prossimo decennio, quando inizierà definitivamente la Terza Repubblica».
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Oh sì, nella Terza Repubblica si legheranno le vigne con le salsicce, proprio come in quella contrada di Bengodi di cui Lauretta narra nella terza novella dell’ottava giornata del Decameron, chiedere a Maso per conferma.
Povera Italia la fine è vicina con questi politici andiamo a sbattere qui neanche il padreterno ci potrebbe salvare.Bisognerebbe in primis abolire il bicameralismo e elezione diretta del Presidente della Repubblica sperando che questo basti.
Giusto. D’altronde finché c’è l’emergenza della pandemia la squadra non si cambia e il popolo non è pensabile che possa votare. Anche gli altri stati europei si sono comportati così…….o no!! Finché dura l’emergenza si sta a bocce ferme e nessuno viene “licenziato”, neanche per incompetenza provata (Speranza?).
L’antiparlamentarismo dei 5Stelle prima maniera, con la scatola di tonno eccetera, puntava alla democrazia diretta contro quella rappresentativa; adesso, con il nuovo ceto governista e responsabile, dimaiano o contiano poco cambia, il popolo dovrebbe assistere riconoscente alle mosse illuminate degli eletti che riveriscono gli uomini forti, alfieri della competenza tecnica e dell’equilibrio politico, in nome della stabilità e delle certezze, tanto è solo un’eccezione, siamo di fronte a un unicum, mica dura da quel dì, e poi verrà la Terza Repubblica, sai che bello, con i parlamentari dimezzati e contenti e i cittadini così innamorati della democrazia da consegnarla alla teca della memoria patria.
Doghi Argentini, Dobermann, Cani da pastore del Caucaso, Rottweiler, American Pitbull Terrier e similari, davanti a Parlamento e Senato addestrati ad annusare e comportarsi di conseguenza contro pezzenti, sanguisughe, ripetenti incalliti, Lupi ruffiani, Sgarbi continui, bisonti leghisti allo sbaraglio e via così. Nell’impossibilita di cambiare gli elettori, proviamo a far capire che ci sono tanti modi di guadagnarsi disonestamente la pagnotta ma che si eviti di sfruttare i vantaggi offerti dalla politica e che purtroppo vanno a svantaggio di chi con il loro voto si ritrovano cornuti e bastonati. Naturalmente nulla vieterebbe di usare lo stesso sistema davanti ai Municipi e Palazzi contenenti eletti regionali dove si annidano viscidi vermi.
Ma mi faccia il piacere!! (cit. Totò)
MEGLIO DIRE CHE VI HA GARANTITO ALTRI SETTTE MESI DI RETRIBUZIONE
Non siate cattivi… Capite? i parlamentari sarebbero dovuti andare a lavorare per 1000 euro al mese, se avessero trovato il lavoro. Adesso, col culo che hanno avuto ad essere in Parlamento, con che coraggio dite loro di dovere essere onesti col popolo, a cui avevano promesso di aprire il Parlamento con l’apriscatole, che è servito solo ad aprire il portafoglio…
…certo, il bisogno di stabilità e certezze dell’Italia, della poltrona, dello stipendio e della pensione ha ritrovato sostanza e conferma, questo pare abbastanza chiaro!!! p.s.: “Terza Repubblica”!!? Ma non eravamo, ed eravate, tornati alla prima!!? Mah!!!