«Bonificare il capannone Nervi
e la zona del Paradiso Azzurro
deve essere una priorità»

PORTO RECANATI - Il Partito democratico chiede al Comune di inserire nella propria agenda politica la messa in sicurezza delle aree: «Rappresentano un pericolo per la salute pubblica»
- caricamento letture
Capannone Nervi- ex Montecatini Porto Recanati

Capannone Nervi


Bonifica dell’area del capannone Nervi e della zona antistante il Paradiso Azzurro. È quanto il Pd di Porto Recanati chiede al Comune di inserire nell’agenda politica e amministrativa della città.

Priorità che il comitato ha individuato dopo l’analisi che è stata spiegata nella nota stampa diffusa nelle ultime ore. «Si tratta di dare finalmente attenzione alla necessità di bonificare due siti inquinati di proprietà comunale: l’area del capannone Nervi e la zona antistante il complesso residenziale del Paradiso Azzurro. Tale necessità deriva dalla presenza nel sottosuolo di sostanze altamente pericolose, lascito della passata attività della fabbrica di concimi ex Montedison, che possono costituire un rischio per la salute pubblica poiché hanno contaminato, oltre al sottosuolo, anche le acque sotterranee – si legge nel comunicato -. La prima area è stata inserita dalla Regione Marche nel Piano per la bonifica delle aree inquinate fin dal 2006 con la denominazione “Immobiliare Zeus” in quanto allora era di proprietà privata. Successivamente, come noto, ci è stata “donata” insieme al Capannone e relativo tetto in cemento-amianto. Nella scheda del Piano di bonifica risulta che nel terreno e nelle acque sotterranee sono presenti sostanze inquinanti quali piombo, mercurio e arsenico. Recentemente la Regione Marche, con decreto del dirigente per le bonifiche, ha confermato il sito del capannone Nervi tra quelli che hanno superato le Csc (Concentrazioni soglia di contaminazione)».

Il-Paradiso-Azzurro-sorge-davanti-al-mare.

Il residence Paradiso Azzurro di Porto Recanati

«Risulta evidente, pertanto – accusano i dem -, l’assoluta inerzia delle amministrazioni che si sono succedute da oltre 15 anni nella risoluzione di un problema che interessa la salute pubblica.

L’unico intervento che ha interessato il capannone Nervi è quello realizzato alla fine del 2015 con l’incapsulamento della copertura in cemento-amianto, la cui attuale integrità andrebbe adeguatamente verificata visto il tempo trascorso. Meglio non parlare, invece, degli ultimi interventi per l’illuminazione artistica e di “messa in sicurezza” del capannone Nervi, che hanno visto sperperare cospicue risorse economiche pubbliche (210mila euro) per opere puramente di facciata, lasciando irrisolti i più rilevanti problemi legati alla sicurezza e alla salute pubblica. Per inciso, l’area del capannone è ancora interdetta ai fini della salvaguardia della pubblica incolumità con ordinanza del sindaco Mozzicafreddo del 3 luglio 2018, compresa l’area prospiciente l’attuale recinzione in direzione mare per tutta la lunghezza dell’edificio con una profondità di 10 metri. A questo proposito appare grave ed incomprensibile come gli interventi sul lato mare, previsti nel progetto di messa in sicurezza, non siano stati realizzati facendo permanere il divieto di stazionamento nella spiaggia (fascia di 10m) cosa evidentemente impossibile da far rispettare durante la stagione estiva».

L’area antistante il Paradiso Azzurro è anch’essa inclusa tra i siti da bonificare. «Fino a poco tempo fa, dopo la mareggiata del 2013 che aveva gravemente danneggiato la scogliera di protezione – ricorda il direttivo del Pd Porto Recanati nella nota stampa -, le sostanze inquinanti presenti nel terreno erano chiaramente visibili, soggette all’erosione del mare ed al contatto diretto delle persone che frequentano la spiaggia. Nonostante l’ordinanza sindacale di interdizione, la spiaggia è stata di fatto comunque sempre frequentata per l’oggettiva difficoltà di controllo. Di recente è stata eseguita la caratterizzazione del sito e l’analisi di rischio da parte dell’Arpam che ha evidenziato la necessità di bonifica, in particolare per il rischio da contatto diretto delle sostanze inquinanti (piombo e arsenico) e per l’inquinamento delle acque sotterranee. Infine è stato erogato al comune di Porto Recanati un finanziamento di 40mila euro per la stesura del progetto operativo di bonifica. Alla luce di questi fatti, è evidente che occorre intervenire con urgenza sulle due aree pubbliche». Per il Paradiso Azzurro «occorre procedere celermente alla redazione del progetto con il finanziamento già ottenuto e, successivamente, con i lavori di bonifica per i quali occorrerà reperire le relative risorse economiche».

Riguardo al capannone Nervi, «per la bonifica del terreno occorre avviare tutta la procedura per la caratterizzazione, la progettazione e la realizzazione degli interventi. Inoltre, è necessario affrontare la bonifica definitiva dell’amianto e la sicurezza strutturale del manufatto. È auspicabile inserire il capannone Nervi in un progetto di rigenerazione urbana che renda l’area finalmente fruibile ai cittadini, anche solo come parco verde, salvaguardando la struttura architettonica come segno della memoria collettiva di un’attività che ha coinvolto e segnato nel bene e nel male la nostra città».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X
		Tolentino = 
Civitanova = 
Elezioni =