«Bambini in gruppi omogenei:
c’è un educatore ogni sette,
come prevede la legge»

MATELICA - La replica dell'assessore Rosanna Procaccini al comitato genitori dell'asilo

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Rosanna Procaccini

 

«Durante una precedente assemblea la stessa coordinatrice pedagogica, esponendo quelle che erano le modifiche apportate al servizio dopo l’apertura, ha erroneamente informato i genitori circa la presenza di 2 bolle, formate rispettivamente da 21 e 14 bambini. Ciò non corrispondeva assolutamente alla realtà dei fatti, in quanto da un sopralluogo congiunto effettuato il giorno 26 ottobre tra la coordinatrice dei servizi Cooss Marche e la responsabile dei Servizi sociali e scolatici del Comune, è stato constatato che i bambini erano divisi in gruppi omogenei ed era rispettato il rapporto previsto dalla legge, che prevede 1 educatore massimo per 7 bambini». Inizia così la replica dell’assessore ai Servizi sociali di Matelica Rosanna Procaccini al comitato genitori dell’asilo, che aveva lamentato la creazione di due grandi classi all’interno della struttura al posto di piccoli gruppi. «Era stato convocato il Comitato di gestione asilo nido 1° dicembre – spiega l’assessore – e vedeva tra i punti all’ordine del giorno “Comunicazioni circa l’andamento dell’appalto e chiarimenti a seguito dell’assemblea generale dei genitori avvenuta l’11 novembre. Questo perché ci sono state alcune lamentele da parte dei genitori circa la mancata comunicazione da parte della coordinatrice pedagogica dell’asilo nido della Cooperativa, sulla nuova organizzazione.  Nello specifico la coordinatrice aveva apportato alcune modifiche successive all’apertura, prevedendo in uno spazio di 12 mq 3 gruppi da 7 bambini e in un altro spazio, di 21 mq 2 gruppi, largamente distanti l’uno dall’altro e per alcuni vista l’età, anche divisi da cancelletti e mobili. Tale modello organizzativo pur essendo perfettamente conforme con le linee guida nazionali, relative alla gestione degli asili nido e delle scuole d’infanzia, non risultava essere razionale in quanto nello spazio più piccolo erano stati inseriti il maggior numero di bambini».

«Successivamente all’assemblea generale dei genitori – prosegue l’assessore –  l’ufficio Servizi sociali e scolastici ha svolto un ulteriore sopralluogo il 16 novembre, suggerendo alla cooperativa modifiche aggiuntive all’organizzazione del servizio, per ampliare anche di più il distanziamento tra i bambini. È stato trasferito, infatti, un gruppo da 7 bambini in un’altra stanza adiacente. Quindi attualmente è previsto un ampio spazio dove ci sono 2 gruppi da 7 bambini, prevalentemente lattanti e quindi non deambulanti, che a turnazione utilizzano la medesima stanza, opportunamente sanificata, per la refezione. Gli altri 2 gruppi si trovano nella ex mensa dove si rispetta ampiamente la distanza e dove viene consumato il pasto in un ambiente parimenti sanificato. Il momento del riposo avviene sistemando i bambini, a distanza, in 3 stanze opportunamente arieggiate e sanificate. Il personale è stato comunque invitato a fare una programmazione che privilegi lo spazio esterno, soprattutto per la bella stagione. È comunque compito della Cooperativa informare il Comune ed i genitori circa eventuali variazioni di servizio».

«Nel corso dei sopralluoghi effettuati dalla responsabile dell’Ufficio Servizi Sociali e scolastici – sottolinea Procaccini – si è constatato il rispetto da parte della cooperativa, del Capitolato d’appalto. Di fatto tutte le forniture sono state visionate durante i sopralluoghi, dai pannolini, al cibo, ai prodotti per la pulizia e l’igiene e risultano essere le stesse richieste nel capitolato d’appalto del nido nonché le stesse che venivano usate prima dell’appalto. Il Comune comunque per quest’anno scolastico, considerata l’emergenza Covid, ha previsto 7 ore al giorno aggiuntive per un educatore per un maggiore esborso pari a 22mila euro. Non si comprende, inoltre così come indicato dal comitato di gestione, per quale motivo il Comune debba ridurre le tariffe giornaliere considerato che il servizio reso ai bambini risulta essere qualitativamente identico a quello degli scorsi anni. Tengo inoltre a precisare che questa Amministrazione si è trovata nell’impossibilità di proseguire con la gestione diretta del nido, in quanto tutti i dipendenti della struttura risultano in pensione. La possibilità di rimpiazzare tale personale era stata concessa dalla normativa già dal 2016 ma non conosco le ragioni per le quali non si sia provveduto a suo tempo. Attualmente – conclude – la legislazione vigente non concede a questo Ente la possibilità di assumere tutto il personale necessario per una corretta gestione dell’asilo».

 

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