I musei riconciliano Lube e Macerata

L'INGRESSO gratuito a Buonaccorsi, Sferisterio, torre civica e alle mostre per gli abbonati della squadra di pallavolo accolto con entusiasmo dalla società. La presidente Simona Sileoni: «Una sinergia importante». Dall'opposizione attacca l'ex vicesindaca Stefania Monteverde: «Questa è privatizzazione della cultura. Perché questo privilegio solo per qualcuno? Perché le scuole devono pagare?»
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Simona Sileoni con il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica e uno dei tanti trofei vinti in questi anni

 

di Mauro Giustozzi

Tifosi della Lube Volley gratis ai Musei Civici di Macerata. E’ l’accordo siglato dal Comune, insieme a Sistema Museo e Macerata Culture, per una collaborazione con la Lube Volley che prevede la gratuità dei musei civici della città per tutti gli abbonati alla stagione 2021/22.
Con l’abbonamento alle partite casalinghe della Lube Volley per la stagione 2021/22, sarà possibile entrare gratuitamente nei musei del circuito Macerata Culture, accesso libero e illimitato per tutta la stagione agonistica fino al prossimo mese di giugno. «Esprimo la soddisfazione di tutto il gruppo Lube per questo importante progetto – ha sottolineato la presidente della Lube Volley, Simona Sileoni -. È per noi un piacere supportare la cultura e la città di Macerata. È una sinergia che permette di promuovere il grande valore dello sport e della storia della nostra provincia».

Ma come va letta questa nuova collaborazione che il Comune ha voluto instaurare con la società sportiva più prestigiosa che opera nella nostra provincia? Sicuramente questa operazione va nella direzione sempre auspicata dal sindaco Sandro Parcaroli di fare rete tra le eccellenze del territorio. E’ innegabile che la scelta effettuata nel 2015 del club pallavolistico di trasferirsi a Civitanova abbia creato una ferita profonda con la città che per oltre venti anni l’aveva ospitata al palas Fontescodella. Ed i rapporti da allora, con la precedente amministrazione, sono rimasti freddissimi per non dire inesistenti. Senza andare a rinvangare la storia di un palazzetto dello sport mai nato a Macerata, e di conseguenza la scelta del club di Giulianelli e Sileoni di trasferirsi altrove per poter disputare la stagione agonistica della propria squadra, questo passo compiuto, che in realtà è il secondo nel giro di qualche mese perché l’azienda di Treia aveva già dato una grossa mano al sindaco Parcaroli nell’allestire il punto vaccinale di Valleverde donando l’arredamento interno della struttura, mostra un nuova sensibilità che Macerata, attraverso la sua amministrazione, pare voler mostrare nei confronti del club cuciniero.

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I tifosi della Lube

Del resto sono molti i tifosi maceratesi che continuano a seguire con passione le vicende sportive della squadra di pallavolo sia nelle gare casalinghe che in trasferta e questo passaggio di consentire agli abbonati l’ingresso gratuito ai Musei Civici va letto anche in questa direzione, oltre che in quella di ampliare la potenziale platea dei fruitori delle bellezze cittadine. Ardita, invece, ci appare l’interpretazione che qualcuno vuol dare a questa iniziativa che potrebbe preludere ad un ritorno della Lube Volley a Macerata. Oramai il club ha trovato la sua perfetta dimensione a Civitanova, all’Eurosuole Forum, ed è quindi impensabile un ritorno al passato. Neppure in un futuro più o meno vicino. Poi a Macerata sta crescendo una nuova società di pallavolo che si prefissa di poter arrivare un giorno a rinverdire i fasti della pallavolo che fu in città negli anni Novanta, e di cui l’azienda di famiglia del sindaco, la Med Store, è anche il main sponsor.

Per cui quello spazio lasciato vuoto dall’abbandono della Lube è stato riempito da altri. Dunque chi pensa ad un ritorno al passato è bene che non si faccia troppe illusioni. Tutt’al più l’idea di mettere in rete il meglio che può offrire il nostro territorio potrebbe aprire scenari futuri di possibile collaborazione tra la Lube, volley e azienda, e Macerata che in passato non c’è stata. E’ questa, forse, l’ipotesi che maggiormente può essere praticata dal sindaco Parcaroli e dalla sua giunta, sempre che trovi una sponda positiva sul fronte treiese. «In un periodo in cui si stanno ridefinendo molti aspetti del dna delle imprese credo sia importante partire dalla cultura e dalla sua fruizione per unire istituzioni, società, sport – ha commentato l’assessore alla Cultura, Katiuscia Cassetta -. Lavoriamo a questo importante progetto da tempo e grazie alla sinergia, all’intelligenza e alla capacità di fare rete per la promozione delle eccellenze del territorio siamo riusciti a fare squadra ottenendo un risultato importante. L’obiettivo è di aprire le porte dei musei, intercettare nuovi target, avvicinarsi a nuovi mondi e contaminarci».

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Stefania Monteverde

OPPOSIZIONE – «Perché le scuole di Macerata non entrano gratis ai musei?» Lo chiede Stefania Monteverde, consigliera comunale di Macerata Bene Comune. «Questa è privatizzazione della cultura – attacca l’ex vicesindaca – Il Comune di Macerata concede agli abbonati Lube Civitanova di entrare gratis ai musei civici di Macerata. Bene aumentare gli ingressi ai musei. Ma purché questo privilegio solo per qualcuno? Perché non quelli della Rata o quelli del basket, del rugby, del softball? Ma soprattutto perché le scuole di Macerata pagano per entrare nei musei? E perché invece hanno aumentato il costo della card annuale dei cittadini maceratesi per l’ingresso gratuito, da 3 euro a 20 euro? E perché non sono così solerti per pubblicizzare la possibilità per i maceratesi di entrare gratis nei musei civici con la card? Sorprende il commento dell’assessora Cassetta nella nota del Comune, che si dice preoccupata del “dna delle imprese”. Ora questa attenzione dovrebbe essere rivolta al dna dei cittadini maceratesi, soprattutto quelli più piccoli e i giovani a cui non regala neanche un’entrata gratis ai musei. Spiace che qui siamo ancora alla vecchia mentalità di usare i musei per fare cassa o per i privilegi di qualcuno – prosegue Stefania Monteverde – un uso privatistico della cultura da parte dell’amministrazione e in cui il privato usa il bene comune senza investire nulla. Questa amministrazione non ha capito che il valore dei musei è l’essere la casa dei cittadini, il luogo democratico per la crescita di tutti e lo spazio della comunità che si prende cura del patrimonio». 

 

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