I piani del Cosmari, Capponi:
«Aumentare lo spazio per i rifiuti a Cingoli
Il nuovo digestore eliminerà gli odori»

AMBIENTE - Il sindaco di Treia è anche presidente del Comitato del controllo analogo dell'azienda di smaltimento rifiuti. L'idea è ottenere altri 40mila metri quadrati per la discarica al Balcone delle Marche e garantire un altro anno e mezzo di operatività. Intanto si sono quasi conclusi i lavori per sistemare l'impianto bruciato nel 2015
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Franco Capponi

 

di Monia Orazi

«Il Cosmari sta lavorando alla soluzione per aumentare lo spazio per abbancare rifiuti discarica di Cingoli, in gioco ci sono 40mila metri cubi in più, che consentirebbero di utilizzarla ancora per un anno e mezzo. Inoltre il prossimo 11 ottobre si terrà una nuova assemblea dell’Ata (assemblea territoriale di ambito), dove sarà tracciato il percorso ulteriore per la ricerca della nuova discarica», a dirlo il sindaco di Treia, Franco Capponi, ieri sera, in Consiglio comunale in risposta all’interrogazione sul tema della nuova discarica e del rischio di aumento della tariffa rifiuti, presentata dal gruppo consiliare “Prima Treia” ed illustrata da Andrea Mozzoni che ha posto una serie di quesiti sulla posizione del Comune di Treia riguardo alla futura discarica, all’attuazione di alcuni programmi di investimento del Cosmari come la ricostruzione dell’impianto andato a fuoco nel 2015, del digestore anaerobico e dell’applicazione della tariffa puntuale. Nel testo dell’interrogazione anche quanto saranno i possibili aumenti della Tari, se i rifiuti saranno abbancati fuori provincia e se si porterà avanti la proposta di un termovalorizzatore da installare sul territorio provinciale, facendo i complimenti a Capponi per il suo nuovo incarico di presidente del Comitato del controllo analogo Cosmari. Capponi ha spiegato che il suo è un incarico non retribuito che serve a rappresentare la politica dei sindaci rispetto al cda.

Consmari_Raccolta_Ha aggiunto Capponi: «Nella sua elezione il presidente Giuseppe Pezzanesi ha correttamente interpretato quanto inserito dai Comuni soci del Cosmari nel programma di governo, ritenendo praticabili soluzioni intermedie per la discarica insieme all’Ata nell’ottica della massima condivisione, coinvolgendo comuni e popolazioni interessate, per superare con il coinvolgimento di Cingoli la fase di stallo, nella ricerca del nuovo sito coprendo il tempo che va da uno, ad un anno e mezzo. Occorrerà una variante al progetto della discarica esistente, una riduzione del capping da 3 metri e mezzo di terreno sopra a due, così ci danno 40mila metri cubi di abbancamento, che potrebbero coprire un anno e mezzo di abbancamento. Sullo smaltimento rifiuti ci sono già stati aiuti da Macerata, che ha accolto i rifiuti di Ancona in un’ottica di scambio, gestita al presidente della Regione tramite ordinanza. Sarebbe possibile andare in qualsiasi altro sito sia regionale che fuori regione come fu autorizzato a suo tempo per Pesaro e Urbino andando in un’altra discarica». Smaltire i rifiuti fuori costerà il doppio, ma l’aumento in tariffa dovrebbe essere massimo del 4 per cento, ha spiegato il sindaco di Treia: «L’abbancamento dei rifiuti fuori costerebbe 120 euro a tonnellata, mentre il piano di gestione di Cingoli attualmente ammonta a 63 euro a tonnellata. Questo inciderà per un maggiore costo di due, due milioni e mezzo di euro annui. Sono stime fornite dal Cosmari, che questo inciderà tra il tre 4 per cento di aumento della tariffa attuale. Sono dati con range perché nessuno ha una certezza effettiva».

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Il Cosmari

Capponi ha spiegato che è stata la pandemia a rallentare l’applicazione della tariffa puntuale: «Già dal prossimo anno saranno inseriti nuovi comuni. A Castelraimondo si sta facendo una sperimentazione con doppia tariffa, sia quella normale sia quella puntuale. Noi vogliamo capire bene cosa avviene in questa fase sperimentale perché nel Cosmari c’è una doppia politica: cioè chi vuole fermare il porta a porta con una raccolta così spinta per destinare il rifiuto alla termovalorizzazione e chi invece sta spingendo per un ulteriore potenziamento del porta a porta. Ci sta questa doppia linea di tendenza, vedremo dove sarà trovata massima condivisione dagli amministratori locali. E’ in fase di progettazione esecutiva il digestore anaerobico, che dovrebbe risolvere una volta per tutte il problema dei cattivi odori emanati, specialmente nella zona di casette Verdini e Campogiano, come ha spiegato sempre Capponi nella sua risposta: «Questa è una mia risposta personale, ma è nel programma generale del Cosmari che ho contribuito a scrivere, è un percorso già approvato all’unanimità, è un’innovazione nella gestione del rifiuto organico e permetterà di risolvere due problemi: incentiverà la produzione di biometano, risolverà l’impatto degli odori. Esprimo all’auspicio che quest’opera sia realizzata con fondi Pnrr, nel settore dell’economia circolare perché sono stati annunciati dal ministro Cingolani una linea di finanziamento proprio per questi progetti. Abbiamo detto insieme alla direzione del Cosmari che non ci deve essere solo il biodigestore, ma tutto un sistema per la raccolta differenziata a partire dai mezzi a bassa emissione, sistemi innovativi come il green point, i cassonetti intelligenti possono rientrare in questo filone di finanziamento». Ancora un no al termovalorizzatore: «Non è previsto in nessun piano programmatico di Regione e Provincia» ha detto Capponi. Intanto è di fatto terminata la ricostruzione dell’impianto bruciato il 9 luglio 2015, «si trattava di un nuovo impianto in fase di ampliamento, per cui Cosmari ha avuto sei milioni e mezzo di euro per rifarlo – ha aggiunto Capponi – il nuovo impianto è praticamente ultimato, manca il montaggio di alcuni macchinari già acquistati, mancano le opere collaterali elettriche, antincendio. E’ una ricostruzione a tempo di record». Ha replicato Andrea Mozzoni dicendosi soddisfatto solo per la consistenza della risposta del sindaco: «Dello stato dell’arte non sono contento, mi esprimo a favore del termovalorizzatore basandomi sulle dichiarazioni del presidente Pezzanesi, che ha detto voler prendere contatti con alcune realtà del Nord Italia e del Nord Europa».



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