Un camp di idee per Villa Buonaccorsi
POTENZA PICENA - Designer, architetti ed esperti da tutta Europa radunati dall'associazione Villa per salvare l'uso pubblico della magione potentina e vincolare eticamente chi la acquisterà all'asta a destinare una parte per uso collettivo e civico con progetti che guardano al glocal

Da sinistra Francesco e Gabriele Cingolani, Valentina Campugiani e il vicesindaco Giulio Casciotti
di Laura Boccanera
Un manifesto e 4 possibili direzioni d’azione per “salvare Villa Buonaccorsi”. Il 29 luglio si terrà l’asta pubblica per la vendita della villa potentina, immobile di inestimabile valore col suo giardino all’italiana. Base d’asta 2,9milioni di euro.

Francesco e Gabriele Cingolani
Ma per scongiurare possibili speculazioni economiche e destinazioni privatistiche, comune e associazione Villae hanno fatto fronte comune. Da giovedì l’associazione che si è costituita proprio per salvaguardare l’aspetto pubblico ha radunato a cavallo fra Potenza picena e Civitanova Alta, al Navitas Coliving designer, progettisti, architetti ed esperti europei per individuare possibili scenari, il villa summer camp. Il comune di Potenza Picena ha fatto anche la sua parte e in commissione ha “ufficializzato” il ruolo dell’associazione recependo il manifesto in 10 punti elaborato in quest’anno di attività. La storica struttura, oggi in mano ad un curatore fallimentare, andrà all’asta il prossimo 29 luglio dopo che i precedenti tentativi di vendita sono andati deserti. Il documento presentato, nel quale viene disegnato un potenziale “futuro auspicabile”, ha l’obiettivo di promuovere un recupero virtuoso di Villa Buonaccorsi come bene comune e risorsa della comunità. Un manifesto in 10 punti presentato da Gabriele e Francesco Cingolani che in questa settimana di lavori hanno approfondito ulteriormente le possibilità di utilizzo della struttura. Alla presentazione dei lavori del Villa summer camp questa mattina c’erano il vice sindaco di Potenza Picena Giulio Casciotti, la consigliera comunale del Pd Valentina Campugiani e il deputato potentino Mario Morgoni. «Sono nato e cresciuto davanti a Villa Buonaccorsi, ho vissuto all’estero e quando sono tornato e ho saputo dell’asta per la vendita ho pensato che fosse l’occasione per provare ad impostare obiettivi comuni attorno a questo bene – ha spiegato Francesco Cingolani – lavoro all’estero sui temi di recupero di siti ed edifici abbandonati per riconvertirli e trasformarli in spazi che funzionano, attivi e non solo museali, dove ci sia spazio per l’imprenditoria, l’innovazione e per la comunità». «Il nostro manifesto – ha aggiunto Gabriele Cingolani – individua una serie di idee e principi di carattere generale che hanno la volontà di parlare di futuro più in generale non solo del futuro di villa Buonaccorsi. Non lo vediamo come luogo musealizzato, ma come un ecosistema locale capace di far lavorare il territorio e dare opportunità». Quattro le direttrici individuate nei tavoli di lavoro dagli esperti per la riconversione di Villa Buonaccorsi: la prima vede la villa come un laboratorio civico, Domenico Di Siena ha ipotizzato uno sviluppo simile a quello delle case di quartiere di Torino o alla fattoria civitca di Valencia, luoghi che promuovano la collaborazione e la capacità di autorganizzazione delle realtà e associazioni locali. La villa come catalizzatore di processi creativi. Il secondo scenario vede il turismo rigenerativo come possibilità: ad illustrarla Jonathan Reyes, creatore di Fairbnb una piattaforma turistica che ha lo stesso scopo di quelle più note e simili, ma una finalità etica con ricadute sulla comunità locale. Infine nuove tecnologie e economia circolare per dare al progetto anche una sostenibilità economica con impatto culturale, rurale. I

Valentina Campugiani e Giulio Casciotti
l vicesindaco Giulio Casciotti ha evidenziato la volontà comune, di amministrazione, ma anche dell’opposizione coinvolta all’interno dei lavori di commissione assieme all’associazione, di far sentire la volontà forte e determinata del pubblico di contare e far pesare la propria posizione su possibili acquirenti, magari richiedendo una parte di governance pubblica all’interno della gestione della villa. «Ringrazio per l’eleganza e la raffinatezza intellettuale con cui l’associazione sta lavorando – ha detto Casciotti – è un motivo di orgoglio e un modo per rilanciare il territorio. Sono stato molto stimolato dal lavoro fatto. La villa è come una figlia e l’amministrazione ha l’obbligo di dire quali siano gli auspici. Il figlio non è proprietà del genitore ma questo ha la responsabilità di dettare auspici che non devono essere solo parole ma visioni interessanti a cui dare concretezza. Ci siamo interrogati su come trasformare gli auspici in realtà, ma da parte di tutti c’è la massima volontà di dare prospettive di sviluppo pubbliche a Villa Buonaccorsi». Difficile invece ipotizzare un acquisto da parte del comune anche se l’asta dovesse andare deserta: «ciò che spaventa di più – prosegue Casciotti – non è tanto l’acquisto, ma la manutenzione, nessuno sa con esattezza a quanto può ammontare costi di gestione e manutenzione». Stessa visione e comunione di intenti da parte del Pd presente con Mario Morgoni e Valentina Campugiani. «Il lavoro presentato ha elementi di ambizione e coraggio come è giusto che sia per una realtà come villa Buonaccorsi. Come cittadini abbiamo il diritto di chiedere di più a chi la acquista, è un bene collettivo. Pur volendo fare un’operazione economica il privato sia rispettoso di ciò che la villa rappresenta ed è inevitabile che ci sia la presenza del pubblico nella gestione di quel bene sia come amministrazione che come associazione. Nessuno pensi di fare operazioni spregiudicate o privatistiche».
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