Una si è sposata in sella alla sua moto,
l’altra a 21 anni guida la passione di famiglia:
le anime di “Ducati Monster club donna”

STORIE - Martina Staffolani, 39enne di Corridonia, e la giovane Giulia Pontani di Monte Cavallo fanno parte del gruppo Whatsapp, di cui la prima è una delle amministratrici, nato per che condividere la passione tutta al femminile per la rossa di Borgo Panigale. Due generazioni di motocicliste a confronto, il racconto della loro esperienza
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Martina Staffolani il giorno del matrimonio

 

di Iralba Murati

Una è arrivata davanti alla chiesa nel giorno del matrimonio in sella alla sua moto, indossando il vestito da sposa con tanto di tacco 12. L’altra è la più piccola di una famiglia in cui il viaggiare sulle due ruote è una passione condivisa e vibrante e, ben presto, ha scelto di viverla in prima persona. “Ducati Monster club donna” è il nome del gruppo WhatsApp di cui una delle amministratrici è Martina Staffolani, 39 anni, di Corridonia. Assieme ad un’altra componente del gruppo, la 21enne Giulia Pontani di Monte Cavallo, raccontano alcune loro esperienze significative ed esprimono il loro punto di vista su quella che è una passione forte e condivisa. «Nel 2003 ho preso la patente e in quel periodo le motocicliste rappresentavano una rarità – dice Martina Staffolani – . Ricordo che durante un viaggio verso la Costiera Amalfitana con due mie compagne ci siamo fermate in un autogrill di Roma e quando ci siamo tolte il casco tutti ci guardavano un po’ ad occhi sgranati. Vedere una donna in moto era ancora una rarità. Nonostante i pregiudizi eravamo orgogliose della nostra passione, ho fatto un corso per piloti organizzato dalla Ducati, e anche le altre donne hanno frequentato qualche corso, guidando davamo filo da torcere a qualche motociclista».

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Giulia Pontani con la madre e Martina Staffolani

Gli stereotipi però sembrano cambiare un po’ nel corso degli anni. «La donna in sella è ancora vista con occhio particolare ma sono sicura che le cose piano piano stanno cambiando – spiega Giulia Pontani, che rispecchia il punto di vista di una motociclista della nuova generazione – . Non ho mai vissuto un’esperienza di pregiudizio in prima persona e questo mi rincuora, forse vuol dire che le cose si stanno trasformando». «Negli ultimi anni le motocicliste donne sono nettamente aumentate, è stato un po’ sdoganato il mito della donna pilota vista come “aliena” – precisa Martina Staffolani -. Nel 2005 sono entrata a far parte di un gruppo denominato  “Ducati Monster club” su una piattaforma che comprendeva tutti i ducatisti principalmente “monsteristi” ovvero legati ad un particolare modello di moto provenienti da tutta Italia e con il passare del tempo, per dar modo di organizzarsi per incontrarsi e conoscersi meglio, è stata creata una sezione dedicata alle donne perché è aumentata la presenza femminile. Insieme ad una mia amica poi abbiamo deciso di creare anche un gruppo WhatsApp, per poter comunicare con maggiore rapidità con le altre motocicliste del gruppo». Le motocicliste del gruppo sono donne di tutte le età ed hanno spesso organizzato degli incontri per condividere la loro passione e trascorrere del tempo insieme, creando anche tra di loro una sincera amicizia. Gli incontri per la maggior parte sono stati organizzati a Norcia essendo una location più centrale per tutte le donne d’Italia. Il giro prevedeva inizialmente un viaggio in una strada con numerose curve, molto amate dai motociclisti, ed in seguito un raduno per pranzare in un agriturismo.

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La sposa guida il corteo sulle due ruote

Martina Staffolani afferma di aver conosciuto suo marito grazie alla passione che li accomuna e racconta l’esperienza vissuta il giorno del matrimonio: «Sono arrivata davanti alla chiesa con l’abito da sposa bello ampio, ma chiuso in una sorta di sacco, appositamente studiato insieme alla sarta per non rovinarlo, e con il tacco 12 in moto, sorprendendo tutti». Con il passare del tempo i viaggi in moto di Martina hanno subito dei cambiamenti. «Dopo il matrimonio ho iniziato a sentire un po’ la responsabilità che se mi dovesse succedere qualcosa non sarebbe stato più come prima, condividere il tetto con qualcuno è una cosa importante e per questo ho vissuto la mia passione con occhi diversi. -prosegue – Circa 6 anni fa dopo la prima gravidanza, ho ridimensionato la mia passione. Una mamma sente più responsabilità, avere i figli a casa ti fa pensare più volte a cosa stai facendo. Ho una moto da corsa 749 Ducati, parcheggiata in garage e ogni volta che la vedo mi piange il cuore spero di risalirci per nuovi viaggi al più presto. Attualmente con mio marito, abbiamo comprato un camper per continuare a viaggiare insieme ai nostri due figli in sicurezza».

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Giulia Pontani e la sua famiglia

Giulia Pontani, ha intrapreso molti viaggi insieme ai genitori e ai due fratelli maggiori. Da piccolina era sempre la passeggera del papà, poi crescendo è riuscita a pilotare lei stessa la sua moto. «Penso che la mia passione sia in parte innata ma sicuramente risento dell’influenza del contesto familiare, visto che sono la più piccola di casa ed i miei genitori e i due fratelli maggiori sono tutti amanti delle moto». La giovane motociclista scopre il suo interesse grazie a determinate sensazioni che prova quando è in sella ed afferma: «Il momento in cui ho capito di amare il motociclismo è stato quando dopo giorni di stop a causa dell’inverno ho aperto il garage e sono ripartita. Salendo in moto ho sentito il cuore a mille e la cosa strana è che ogni volta che viaggio ho sempre questa sensazione: è un’emozione pazzesca, che non riesco ad esprimere a parole». Giulia Pontani continua ad alimentare il suo hobby e nel suo tempo libero il primo pensiero si rivolge alla moto. «Sento di scaricare tutte le cose negative quando inizio a guidare e, man mano che procedo con il mio percorso, sento sempre più lontani i brutti pensieri – conclude -. Sono molto contenta di essere parte del gruppo WhatsApp, oltre a condividere la mia passione con molte altre donne d’Italia sono riuscita a conoscere persone straordinarie e condividere momenti fantastici».

 

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Giulia Pontani

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