La mela rosa dei Sibillini,
il super food marchigiano
«Proprietà antidiabetiche e antitumorali»

L'INTERVISTA a Filippo Maggi, professore di Unicam, che ha coordinato una ricerca sulle proprietà del tipico prodotto dei Sibillini
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Il professor Filippo Maggi

 

di Claudia Brattini

Oggi si parla sempre più spesso di super food, alimenti dalle proprietà straordinarie che spesso importiamo da paesi lontani. Forse varrebbe la pena scoprire e, talvolta, riscoprire alimenti gastronomici tradizionali italiani. Questo è quanto accaduto alla mela rosa dei Monti Sibillini, coltivata nella fascia collinare alle pendici dei nostri monti.
Riconoscibile per la forma irregolare, il sapore leggermente acidulo, l’intenso profumo, il colore verdognolo le cui sfumature variano dal rosa al rosso violaceo e all’arancio.
Questa varietà, nota già nell’antica Roma, e decantata perfino da Orazio è arrivata fino a noi con il suo portentoso contenuto in termini nutrizionali.
Questa specie – presidio Slow Food – oggi vanta anche uno studio che si è appena concluso: una ricerca condotta e coordinata dal professor Filippo Maggi dell’università di Camerino che è riuscita a certificarne le proprietà.
Questa antica varietà vanta al suo interno diversi fitonutrienti, ovvero composti naturali in grado di apportare benefici alla salute.
Come è arrivata l’idea di iniziare una ricerca su questo alimento e quali evidenze promettenti – anche per l’industria – sono emerse lo abbiamo chiesto direttamente al professor Maggi.
«Il progetto – racconta – è nato nel 2016, subito dopo il terremoto, attraverso il sindaco di un paese coinvolto nella produzione e poi promosso da autorità e istituzioni locali con un dottorato di ricerca, e -aggiunge – si è concluso lo scorso novembre».
mele_rosa_sibillini-2-325x183«Dopo un primo studio sulle caratteristiche nutrizionali della composizione ricca in macronutrienti, sali minerali e fibre, sono emerse altre caratteristiche particolarmente interessanti -racconta il coordinatore – la mela rosa racchiude un vero scrigno di sostanza attive benefiche per l’organismo, quali acidi triterpenici, catechine, proantocianidine del gruppo B e diidrocalconi e in particolare, tra gli acidi triterpenici spicca l’acido annurcoico, tutti attivi soprattutto come antiossidanti ma che vantano anche capacità benefiche sul fegato, proprietà antidiabetiche, e antitumorali».
«Gli studi -spiega – hanno riscontrato l’effetto protettivo sui tessuti epatici in caso di stress ossidativo e un calo dei radicali liberi nelle cellule».
Quale prospettiva potrebbe avere a livello industriale questo studio ce lo chiarisce Maggi che sottolinea « dopo i cinque lavori pubblicati (su prestigiose riviste come International Journal of Food Sciences and Nutrition ndr) è emerso che gli estratti idroalcolici risultano particolarmente promettenti, proprio allo scopo di esercitare un potere antiossidante capace di ridurre quelle che vengono definite citochine infiammatorie e i radicali liberi».
mele_rosa_sibillini-1-300x400«Per comparazione – aggiunge Maggi – l’estratto di mela Annurca (varietà tipica della Campania) – è risultato comunque con un livello più basso di polifenoli rispetto alla mela rosa dei Sibillini».
L’importanza degli estratti idroalcolici, soprattutto ricavati dalla buccia, potrebbe rappresentare una buona opportunità per i territori già duramente colpiti dal terremoto sul piano economico.
«Tuttavia -chiarisce Maggi -mancano al momento i numeri per la produzione, ancora relativamente limitata. Ci si auspica, dunque, che potrebbe nascere in futuro un sodalizio con industrie che si occupano di nutraceutica: la branca che si occupa di prodotti derivati da fonti di cibo che però comportano benefici per la salute».
Grazie anche alle evidenze emerse in questo studio è naturale pensare che bisogna riscoprire e apprezzare i prodotti locali, super food certificati, incentivandone magari la produzione a livello regionale.

La mela toccasana arriva dai Monti Sibillini

Una mela rosa al giorno contro depressione e diabete



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