Sabato l’addio ad Andrea Angeli,
il cordoglio per l’ex portavoce Onu:
«Disponibile e leale con tutti»
MACERATA - Il funerale alle 11 alla chiesa di Santa Croce. Allestita la camera ardente al Centro funerario. Non si svolgerà l'autopsia sul corpo dell'ex peacekeeper, trovato morto ieri sera nella sua abitazione in via Gramsci. Il sindaco Sandro Parcaroli: «Ricorderemo il suo sorriso e la sua sensibilità». Il giornalista Toni Capuozzo: «L'immagine più forte che mi porto dietro di lui è una singolare eleganza anche in luoghi impossibili. Nel giubbotto antiproiettili aveva sempre una cravatta». Don Giancarlo Vecerrica: «Un pensiero al prossimo pellegrinaggio Macerata-Loreto». Gli altri ricordi

Andrea Angeli in un’intervista a Cronache Maceratesi
di Alessandro Luzi
Si svolgerà sabato alle 11 il funerale di Andrea Angeli, noto peacekeeper maceratese trovato morto ieri sera nella sua abitazione in via Gramsci, in centro storico a Macerata. Intorno alle 21,30 Angeli, 69 anni, è stato trovato senza vita in casa dai soccorritori della Croce verde di Macerata, arrivati sul posto insieme agli agenti delle Volanti della questura di Macerata. La segnalazione è scattata da alcuni amici che non lo sentivano da qualche giorno, così hanno contattato la sorella e il cognato dell’ex portavoce Onu e da lì sono scattati i soccorsi. Angeli era morto da giorni.

I soccorsi sotto casa di Andrea Angeli in centro storico
Non si svolgerà l’autopsia sul corpo del 69 che è morto per cause naturali. Il funerale per dare l’ultimo saluto al peacekeeper si svolgerà alla chiesa di Santa Croce a Macerata. Angeli lascia la sorella Teresa, il cognato Marco e i nipoti. La camera ardente è stata allestita al Centro funerario, dove sarà possibile visitare Angeli dalle 8 alle 20.

La notizia della morte in poco tempo ha fatto il giro della città e ha lasciato attonite le tantissime persone che lo conoscevano. Tanti sono i messaggi di cordoglio, a partire dal sindaco Sandro Parcaroli e dell’amministrazione comunale: «Macerata piange la scomparsa di un grande concittadino capace di percorrere le strade del mondo e di tessere trame di pace: con Andrea Angeli se ne va un ex funzionario delle Nazioni Unite protagonista di missioni di pace per diversi decenni, dal Cile del dopo Pinochet ai Balcani passando per l’Iraq. Angeli era stato per tre anni a Sarajevo durante la guerra in Bosnia-Erzegovina, poi in Kosovo e quindi in Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein. Fu testimone anche dell’attentato di Nassiriya del 12 novembre 2003. Una vita da peacekeeper pronto a partire per i luoghi più caldi del mondo. In giro per il mondo ma con il cuore nella sua Macerata dove era tornato a vivere alternando altri periodi a New York e a Roma. Una vita all’avventura che Andrea Angeli ha descritto in diversi libri di recente pubblicazione. Una vita trascorsa al servizio della pace e delle istituzioni in giro per il mondo ma sempre con le radici nella nostra città. Quella città che stamattina si è risvegliata con la tragica notizia della sua scomparsa. Andrea Angeli si è spento, in migliaia di maceratesi restano accesi i ricordi, restano la stima e l’affetto per un personaggio che ovunque nel mondo è riuscito a costruire e mantenere rapporti basati sulla disponibilità, sulla lealtà e sulla collaborazione a prescindere dalle barriere culturali, sociali, etniche, religiose. Macerata ricorderà il suo sorriso e la sua sensibilità, condoglianze alla famiglia e ai suoi cari».

Andrea Angeli con la giornalista Emanuela Fiorentino, sua cara amica
Un messaggio di cordoglio per la scomparsa di Angeli è arrivato anche dal giornalista Toni Capuozzo, tramite un post sui social: «Non c’è giornalista di guerra che non l’abbia conosciuto, ovunque le Nazioni Unite fossero impegnate, in genere senza successo, a portare pace. Il suo lavoro di funzionario era spesso proprio quello di tenere i rapporti con la stampa, e lo faceva con uno spirito amichevole, senza mai negare un lasciapassare, e sempre fondando il suo lavoro sullo studio e la conoscenza della realtà locale. Ma se devo dire quale sia l’immagine più forte che mi porto dietro di lui, a poche ore dalla sua scomparsa, è una singolare eleganza anche in luoghi impossibili: poteva portare un giubbotto antiproiettile ma in una tasca teneva una cravatta, caso mai servisse. Era di abitudini spartane – spesso il pranzo erano un cappuccino e un cornetto – ma con piccole passioni irrinunciabili: una volta tornai in Italia dai Balcani con lui, con il compito di trattenere con la mano un tettuccio della sua 500 che si apriva controvento. Io tornavo a casa, lui voleva andare a sciare a Cortina per due giorni, prima di tornare in guerra. Dal Kossovo, certi fine settimana scendeva fino in Grecia per fare un bagno. Qualcuno di voi avrà comprato il suo “Professione peacekeeper”, un diario utile a capire come la pace non sia una preghiera, un voto, né istintiva né facile. Tenetevi care quelle copie, che lui firmava con una penna stilografica. Qualche volta lo prendevo in giro, ma ho capito presto che quella sua eleganza era – come il rossetto di Sarajevo su bocche sdentate- una resistenza al dolore e al male, una trincea di dignità, un rifiuto di lasciarsi andare ai burroni dell’odio, e dell’abitudine all’orrore, un rimanere se stessi. Addio Andrea, galantuomo di pace, trovato morto nella casa di Macerata, dove era tornato».

Andrea Angeli e Giorgio Pagnanelli
Ha voluto ricordare Angeli anche Annarita Liverani, nipote di Giorgio Pagnanelli, primo funzionario italiano all’Onu, a cui a Macerata è intitolata una via che si trova davanti alla nuova piscina Comunale: «Con grande dispiacere – scrive a Cronache Maceratesi – ho appreso la notizia della prematura e improvvisa scomparsa di Andrea Angeli. Era legato da grande affetto a mio zio, che non perdeva occasione per ricordarlo, sollecitando più volte l’amministrazione comunale per la dedica di una via, come poi è avvenuto nel 2020. L’ultima volta ci siamo visti ad un evento del Liceo Linguistico , anche in quella occasione ha raccontato le sue esperienze e ha ricordato con affetto Giorgio Pagnanelli; ci eravamo ripromessi di rivederci a Settembre per passare una serata guardando vecchie foto, purtroppo se ne è andato prima. Desidero esprimere sincere condoglianze alla famiglia».
«Per oltre trent’anni Andrea, funzionario delle Nazioni Unite impegnato in numerose missioni internazionali, ha portato nei luoghi di guerra la sua professionalità, la sua umanità e il desiderio di costruire la pace – è l’ultimo saluto al 69enne del Comitato del pellegrinaggio Macerata-Loreto -. Un cammino che, come lui stesso raccontava, aveva trovato una svolta decisiva nell’incontro con don Giancarlo Vecerrica e con il pellegrinaggio». «Lo ricorderemo al prossimo pellegrinaggio Macerata-Loreto come una testimonianza vivente che ci ha portato ad aprire il cuore alla pace nel mondo» le parole di don Giancarlo Vecerrica, ideatore del pellegrinaggio.
Al coro del cordoglio verso la famiglia di Angeli si è unita anche l’associazione Armonicamente, in particolare Nunzia Luciani, Patrizia Pistagnesi, Carlo Iommi, Eleonora De Angelis, Susanna Polimanti, Simonetta Olivieri, Amedeo Angelelli: «È difficile trovare le parole per salutare Andrea Angeli. Per noi di Armonica-Mente non è stato soltanto un prezioso collaboratore della Rassegna Di Villa in Villa: è stato prima di tutto un amico, una persona alla quale eravamo profondamente legati e che abbiamo avuto il privilegio di conoscere e di avere accanto. Andrea ha portato nella nostra rassegna la sua straordinaria umanità, la sua cultura, la sua sensibilità e quella capacità rara di mettere in relazione le persone, sempre con discrezione, generosità e autentico spirito di pace. Lo ricordiamo per ciò che era: un vero portatore di pace, eroico senza mai ostentarlo, generoso senza chiedere nulla in cambio, capace di lasciare un segno profondo in chiunque lo incontrasse. Ci mancheranno la sua presenza, le sue parole, la sua ironia, la sua disponibilità e quella sua particolare capacità di guardare il mondo con intelligenza e umanità. Oggi il dolore per la sua scomparsa è grande. Ma altrettanto grande è la gratitudine per aver condiviso con lui un tratto di strada, nella vita e nella nostra attività, e per averlo avuto come amico. Ciao Andrea. Grazie per quello che sei stato e per tutto quello che hai lasciato in noi».
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Andrea Angeli lo scorso 9 agosto alla presentazione del libro su Baldovino a Loreto
Il ricordo di Maurizio Verdenelli
A Pollenza il 9 agosto scorso era stato felice di parlare dell’amatissimo del padre Guido, otorinolaringoiatra in occasione della presentazione di un libro curato da me e da Gabriele Censi (basato da uno scoop su Cronache Maceratesi circa la visita segreta a Loreto di Baldovino fresco l’abdicazione a fine gennaio 1990). Nel chiostro dei Santissimi Antonio e Francesco, Angeli aveva parlato del genitore che aveva aperto l’ambulatorio medico nella cittadina cara alla memoria del cardinale Cento il cui passaggio aveva scoperto come nunzio apostolico in Perù. La targa che testimoniava l’augusto passaggio Angeli l’aveva fotografata e portata come documento all’evento di cui dato il tema aveva spaziato nell’internazionalismo anche grazie al ricordo del suo grande maestro Giorgio Pagnanelli. Di cui Andrea sarebbe tornato a parlare domenica prossima in un evento curato da Uteam a San Severino con al centro ancora il libro su Baldovino.
Lasciandoci a Pollenza dopo la bella serata organizzata da Arte per le Marche (presidente Antonella Ventura) Andrea mi aveva chiesto: «A quando la prossima volta? Ma ricordati: dopo la metà di settembre rientro a New York». E mi aveva dato una serie di date: l’ultima, il 6 settembre. Da New York Angeli sarebbe poi ritornato a Lima per prendere parte ad una serie d’iniziative a sostegno dei poveri dell’America Latina. Nel suo percorso di solidarietà’ iniziato subito dopo la conclusione della leggendaria carriera di peacekeeper nel mondo iniziata tanti anni fa.
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