«Il Comune può solo fare da raccordo
tra Matelica e Maceratese,
Canil e Crocioni si incontrino»

IL PROGETTO di calcio provinciale - Il sindaco Parcaroli e l'assessore Sacchi "buttano la palla in tribuna" ringraziando i due presidenti e invitandoli a uno "slancio di unione e lungimiranza": «Seppur convinti che la politica non debba entrare, come in passato, a gamba tesa nelle dinamiche calcistiche, condividiamo in pieno lo spirito della lettera dei supporters della Rata»
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L’assessore Riccardo Sacchi e il sindaco Sandro Parcaroli

 

di Mauro Giustozzi 

Il sasso è stato lanciato dai tifosi della Maceratese della Curva Just con il comunicato che invita Mauro Canil, ed altri soggetti locali, ad uscire allo scoperto per rendere pubbliche quelle che sono le intenzioni in vista del futuro calcistico biancorosso del capoluogo. Ma le acque appaiono al momento paludose. Chiamata in causa l’amministrazione comunale di Macerata risponde attraverso una nota del sindaco Sandro Parcaroli e dell’assessore allo Sport, Riccardo Sacchi, che ribadiscono le buone intenzioni sempre espresse dalla nuova giunta di favorire una risalita del calcio cittadino a campionati più consoni all’antico blasone. «In una città capoluogo in cui il calcio ha effettivamente meno rilevanza rispetto a ciò che meriterebbe, l’amministrazione comunale è impegnata a fornire un supporto al calcio quale straordinario strumento di unione e promozione della città. –esordisce la nota congiunta di Parcaroli e Sacchi- In primis lo stadio Helvia Recina necessita di una serie di onerose manutenzioni che debbono riguardare tutto l’impianto sportivo (dagli spogliatoi agli spalti, passando per l’illuminazione) e stiamo già lavorando per intercettare le necessarie risorse che soltanto in parte potranno essere comunali. Un ringraziamento poi lo vogliamo rivolgere al presidente della Maceratese Alberto Crocioni per il suo impegno e al patron del Matelica Mauro Canil per la sua attenzione e il suo interesse verso il capoluogo: a loro e alle numerose realtà calcistiche maceratesi chiediamo, per un fine più alto, uno slancio di unione e di lungimiranza. Ci teniamo inoltre a sottolineare che l’importanza del calcio e dello sport più in generale non riguarda solo i professionisti e i dilettanti ma anche i primi calci, i pulcini, gli esordienti, i giovanissimi, gli allievi, gli juniores e la primavera; in poche parole tutto il calcio giovanile cui Macerata dovrà dare il giusto risalto».

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Il 23 febbraio 2020 l’ultima partita della Maceratese all’Helvia Recina

Nel merito della richiesta dei tifosi di farsi parte attiva nel rilancio del calcio biancorosso, il sindaco Parcaroli ha ribadito che «seppur convinti che la politica non debba entrare, come in passato, a gamba tesa nelle dinamiche e nelle logiche del calcio condividiamo in pieno lo spirito della lettera dei supporters della Maceratese. Siamo infatti già attivi nello svolgere funzione di stimolo, raccordo e coagulo tra gli interlocutori, convinti dell’importanza del confronto. Lo sport è una delle priorità dell’amministrazione comunale per il suo valore sociale, educativo nonché di prevenzione e lotta alle dipendenze e il nostro augurio è di poter festeggiare degnamente e con il giusto entusiasmo, nel 2022, il centenario della Maceratese» hanno concluso il sindaco Parcaroli e l’assessore Sacchi.

Nessuna reazione ufficiale arriva invece dalle due società che sono state chiamate in causa: il Matelica che gioca la serie C all’Helvia Recina e la Maceratese che non sa ancora se potrà riprendere il proprio campionato di Promozione. Ne per dirsi favorevoli ad intraprendere un percorso comune ma neppure a dire preventivamente di no. Entrambi i club sono vicinissimi al centenario dalla fondazione che il Matelica festeggerà quest’anno e la Rata nel 2022. Una ricorrenza che potrebbe anche essere da freno al progetto che viene rilanciato dai tifosi della Curva Just. Tatticismi o poca voglia di affrontare l’argomento? Certo è che, mentre il patron Canil ha dichiarato qualche giorno fa di avere riscontrato freddezza nel capoluogo che ospita la storica serie C del Matelica, il silenzio della dirigenza della Maceratese è forse più comprensibile, anche perché si tratta del soggetto che dovrà in qualche maniera essere coinvolto in prima persona se si dovesse iniziare il percorso di una sinergia futura tra i due club. Visto che i tifosi della curva peraltro non transigono sul nome che la società dovrà avere, cioè solo e unicamente Maceratese, senza alcun prefisso o combinazioni di nomi. Va ricordato come Mauro Canil in tempi non sospetti, oramai diversi anni fa, abbia più volte rilanciato il progetto di una squadra provinciale con base nel capoluogo, capace di essere punto di riferimento dell’intero territorio.

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Alberto Crocioni, presidente della Maceratese

Sotto questo aspetto la Maceratese del presidente Crocioni non ha mai alzato le barricate, al contrario mostrando la sua disponibilità a parlarne anche con dichiarazioni rilasciate in esclusiva proprio a Cronache Maceratesi il 1 luglio del 2019. «Ho seguito anch’io le dichiarazioni di Canil, un imprenditore che non scopro certo io, sta investendo tanto nel calcio, ha disponibilità economiche importanti questo non ho alcuna difficoltà ad ammetterlo perché è la verità. –affermò in quella occasione il patron della Rata- Per quanto mi riguarda, ribadisco che se ci sono persone che hanno intenzioni serie e concrete io sono sempre disponibile a parlare con tutti. Però è chiaro che la situazione deve essere chiara, concreta e che ci sia la voglia di fare bene per la Maceratese nel lungo periodo. Abbiamo visto in passato ciò che è accaduto, con momenti di gloria nei professionisti e repentine cadute o addirittura fallimenti societari. Dunque non ci sono preclusioni per nessuno abbia voglia e intenzioni concrete per il calcio del nostro territorio». Dunque un tavolo a cui Crocioni potrebbe sedersi anche adesso, a patto che ci sia però chiarezza e volontà di intenti da tutte le parti coinvolte. Del resto le illusioni in casa maceratese sono state all’ordine del giorno negli ultimi anni, in particolare nel mese di gennaio quando, corsi e ricorsi storici, già nel 2018 ci fu la grande illusione della possibile ripartenza del calcio biancorosso attraverso la fusione con la Sangiustese che allora militava in serie D. L’11 gennaio 2018 fu addirittura organizzata una pubblica assemblea cui parteciparono centinaia di tifosi della Maceratese oltre ai soggetti che promossero l’iniziativa. Che naufragò, però, nel volgere di qualche giorno con la tifoseria che incassò l’ennesima cocente delusione dopo quella della cancellazione del club dalla serie C nella stagione precedente.

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