Il sorriso di Silvia si è spento a 39 anni
«La sua voglia di vivere
una straordinaria testimonianza»

TREIA - Soffriva di una patologia degenerativa, era ricoverata a Macerata. Originaria di Passo di Treia, lavorava alla Ubi di Casette Verdini. Dal 2012 era segretaria del Centro “Cisei” di Tolentino, il ricordo del presidente Della Ceca
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Silvia Bruschi

 

di Francesca Marsili

La sua malattia l’aveva affrontata con dignità, senza mai piangersi addosso, con la tenacia e l’orgoglio di chi la sua disabilità era stata capace di trasformala in un simbolo di forza e non in un limite. Si è spenta ieri Silvia Bruschi, all’ospedale di Macerata dove nelle ultime settimane era stata ricoverata a causa del sopraggiungere di ulteriori complicazioni legate alla sua patologia degenerativa, a soli 39 anni. Originaria di Passo di Treia, lavorava alla Ubi banca di Casette Verdini. Nonostante le sue difficoltà fossero evidenti e sempre più limitanti, sebbene fosse costretta a muoversi con una sedia a rotelle Silvia, non ha mai voluto essere trattata in modo diverso perché diversa lei non si considerava. Con la forza del suo carattere ostinato e caparbio non si era mai lasciata sopraffare dalla malattia usando ogni mezzo per vivere la sua normalità. Ma purtroppo l’avversario contro il quale la donna combatteva oramai da anni era divenuto troppo forte sino al punto di non lasciarle scampo. Dal 2012 era segretaria del Centro “Cisei” di Tolentino, associazione culturale che promuove stili di vita rispettosi dell’ambiente.

silvia-bruschi1-325x244«Il suo atteggiamento nei confronti della vita è stato uno splendido esempio, della sua disabilità ti accorgevi solo dopo perché prima arrivava la sua prorompente vitalità. Era schietta e sincera, una vera forza della natura – ricorda Stefano Della Ceca presidente dell’Associazione “Cisei” – Con Silvia tutto è nato nel 2012, in quell’occasione aveva subito trovato nella filosofia del nostro gruppo temi verso i quali si sentiva vicina e piano piano è arrivata ad occuparsi della contabilità e degli acquisti. Alle parole preferiva i fatti e di cose ne aveva realizzate tante, era anche riuscita nelle nostre attività educative, ad insegnare l’uncinetto ai bambini – racconta commosso per la perdita non solo di una collaboratrice ma anche di una grande amica – Nell’ultima fiera espositiva che abbiamo fatto insieme nel 2019 nel padiglione dedicato al Bio alla Raci di Villa Potenza, aveva posizionato un camper dove potersi riposare perché la malattia l’aveva resa fragile. Lei voleva esserci, sempre, da mattina a sera con le sue idee, fino alla fine, anche e soprattutto nei momenti di fatica e di sconforto – aggiunge il presidente – La sua stupefacente voglia di vivere è stata una straordinaria testimonianza. A lei va il nostro grazie per tutto ciò che ha fatto e quello che ci ha insegnato ». Lascia la mamma Marisa e il suo compagno Adriano. Il funerale domani nella chiesa della Beata Vergine Maria di Passo di Treia.



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