
Uno dei mini presepi realizzati dalle suore
Sono stati consegnati oggi nel reparto Covid di Camerino e nel Covid hospital di Civitanova i presepi fatti a mano dalle sorelle clarisse di Santa Chiara di Camerino. Le suore hanno voluto realizzare questi doni per far sentire la vicinanza e rendere meno triste il Natale dei pazienti ricoverati nelle strutture.
Si tratta di una piccola natività, posta su un cerchio in legno, ricavato da un ramo dell’ulivo dell’orto del convento di Camerino dopo la potatura. Spiega suor Laura Cristiana a nome delle consorelle: «Abbiamo chiesto alla dottoressa Gabriella Mazzoli cosa potessimo fare per mostrare la nostra vicinanza ai pazienti ricoverati a Camerino e Civitanova, dalla nostra clausura siamo loro vicini con le preghiere. In questo periodo di Natale, che richiama ancora di più il senso della famiglia, abbiamo voluto mostrare ai malati che si trovano da soli e lontani dai propri cari, ad affrontare una malattia difficile da gestire, un piccolo segno di vicinanza concreta, con questa piccola natività realizzata da noi». Anche nella prima ondata della pandemia, le suore di Camerino hanno fatto sentire tutto il loro affetto ad operatori sanitari e pazienti all’interno dell’ospedale di Camerino, per tre mesi riconvertito a presidio Covid: «A Pasqua sono state distribuite ai malati delle piccole palme benedette e piccoli dolci monoporzione fatti da noi, nel pieno rispetto delle norme, perché come dice San Francesco ciò che è amaro si trasformi in dolcezza di vita». Anche nella nuova chiesa in legno di Santa Chiara, sita accanto al convento inagibile a Camerino, le suore hanno preparato un presepe con animazione meccanica, voluto per celebrare il Natale e regalare come dicono loro, speranza e serenità a chi lo guarda. «Lo facciamo da un paio di anni, ogni anno cerchiamo di mettere una statua nuova, in questo anno difficile per tutti abbiamo voluto farlo ancora più bello, per regalare una boccata di serenità, abbiamo tutti bisogno di piccole gocce di bellezza».
Grazie.. siete sempre disponibili e pronte a dare conforto nei momenti difficili
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La clausura dota di poteri particolari le suore. Chiamiamoli “benedizioni”. Che si riversano sulle persone e nell’ambiente. Come risposta un paziente dovrebbe rimandare un “Dio vi benedica” alle suore.