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Piscine, il Comune precisa:
«La nomina della Commissione
spetta al segretario, non al sindaco»

MACERATA - Nota dell'Ente: «Competenza esclusiva della dirigenza, nessun contenuto di natura politica»

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Il sindaco Sandro Parcaroli con i dirigenti del Comune

 

In merito all’articolo “Piscine, Parcaroli segue la linea Carancini – Puliti presidente della commissione”, pubblicato venerdì scorso, arriva una precisazione dal Comune di Macerata: «Si afferma che il Sindaco Parcaroli (addirittura “sorprendendo tutti”) avrebbe scelto la composizione della Commissione giudicatrice della gara, e poi invece che tale scelta sarebbe stata effettuata (non più dal Sindaco, ma) dalla Giunta comunale. Ma entrambe le affermazioni sono errate: la Commissione giudicatrice, come gli estensori degli articoli avranno potuto constatare dalla visione dell’albo pretorio comunale, è stata nominata con determina dirigenziale a firma del Segretario generale, su proposta del Dirigente dei Servizi Tecnici, come del resto previsto e puntualmente disciplinato dall’apposito Regolamento comunale per la disciplina dei contratti approvato dal Consiglio Comunale. E non poteva essere diversamente: infatti la nomina delle commissioni giudicatrici (e ciò vale per le gare d’appalto, ma anche per i concorsi pubblici per l’assunzione del personale) da alcuni decenni ormai è di competenza esclusiva della dirigenza, in virtù della nota separazione tra i compiti di direzione politica e quelli di direzione amministrativa. Trattasi infatti di atto di natura squisitamente gestionale, che non ha alcun contenuto di natura politica, e che pertanto non ha in alcun modo coinvolto gli organi politici dell’Ente».

Atto di natura tecnica, non politica. E’ vero, era un atto firmato dal segretario comunale contenente all’inizio una serie di rimandi a delibere di giunta comunale, fatto che ha tratto in inganno. Però, un particolare va chiarito. Giusto pochi giorni fa il sindaco ha prorogato gli incarichi di vertice a tre dirigenti comunali. Ora, sicuramente tutti siamo certi dell’autonomia decisionale dei dirigenti, dalle scelte dei professionisti per gli incarichi legali fino appunto alle commissioni esaminatrici per appalti di grande importanza. Quello delle piscine, per esempio, è un caso oggetto di tensioni da 15 anni e sicuramente il segretario comunale ha nominato in autonomia sentendo il dirigente dell’Ufficio tecnico. Il sindaco Sandro Parcaroli non ha dunque, pare di capire dal tono dell’intervento del Comune, avuto voce in capitolo. La domanda gliela facciamo ora: è d’accordo o no? Avrebbe anche lui fatto la stessa scelta?

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