Falso biologico, tre indagati:
tra loro l’ex sindaco Giuseppe Sposetti
INCHIESTA - Il già primo cittadino di Macerata al centro dell'indagine dei carabinieri forestali sull'uso di fertilizzanti vietati insieme al direttore dei lavori di una delle aziende coinvolte e a un religioso. Sequestrati 86mila euro di contributi pubblici
«Falso bio, il religioso indagato non è don Gianluca Merlini»
AGGIORNAMENTO DELLE 16,15 – Sulla vicenda interviene anche l’avvocato Manuel Formica, difensore di Giuseppe Sposetti, uno dei tre indagati. «Giuseppe Sposetti – dichiara il legale – è indagato per il solo fatto d’essere legale rappresentante della Fondazione Giustiani Bandini; come tale, dimostrerà all’autorità giudiziaria la sua totale estraneità alla vicenda sotto indagine».
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Controlli dei carabinieri forestali
AGGIORNAMENTO DELLE 13,30 – Nell’articolo sul falso bio segnalato dai carabinieri forestali dell’Abbadia di Fiastra c’era un errore sull’identità del legale rappresentante della società agricola Mastrocola di Loro Piceno: non si tratta di don Gianluca Merlini – che è presidente della fondazione Mastrocola – ma di Luca Ruiz della Diocesi di Macerata (consacrato lo scorso anno a Figlio del Sacro Cuore di Gesù) indagato con Giuseppe Sposetti, legale rappresentante della Fondazione Giustiniani Bandini, e con Francesco Carpineti, nella sua qualità di direttore dei lavori. Un errore materiale nell’indicazione del legale rappresentante della società agricola Mastrocola del quale ce ne scusiamo con l’interessato, don Gianluca Merlini – e con i lettori. Tre le persone indagate a vario titolo per frode aggravata nell’esercizio del commercio e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Secondo la tesi dell’accusa le società citate hanno percepito contributi pubblici per coltivazioni biologiche , utilizzando però fertilizzanti e fitosanitari vietati. Così, su disposizione della Procura di Macerata i carabinieri forestali hanno dato esecuzione ad un decreto emesso dal giudice per le indagini preliminari de tribunale di Macerata, che ha disposto il sequestro di 86.158 euro, la somma di denaro percepita indebitamente come contributo pubblico.
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di Luca Patrassi
Il solo leggere l’accusa – le ipotesi di reato contestate a vario titolo agli indagati sono frode aggravata nell’esercizio del commercio e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche – già alza il livello di attenzione. Quando poi emergono anche alcuni nomi degli indagati, ecco che l’attenzione diventa sconcerto. Tre le persone indagate, l’ex sindaco di Macerata ed ex presidente della Carima Giuseppe Sposetti, in qualità di presidente e legale rappresentante della Fondazione Giustiniani Bandini di Tolentino, il segretario generale della diocesi di Macerata, don Gianluca Merlini, in qualità di presidente e legale rappresentante della società agricola Mastrocola di Loro Piceno e il direttore dei lavori che è di Corridonia. Don Merlini è anche un componente del Cda della Fondazione Giustiniani Bandini.
Secondo la tesi dell’accusa le società citate hanno percepito contributi pubblici per coltivazioni biologiche, utilizzando però fertilizzanti e fitosanitari vietati. Così, su disposizione della Procura di Macerata i carabinieri forestali hanno dato esecuzione ad un decreto emesso dal giudice per le indagini preliminari de tribunale di Macerata, che ha disposto il sequestro di 86.158 euro, la somma di denaro percepita indebitamente come contributo pubblico. In particolare, gli inquirenti hanno ritenuto opportuno bloccare le somme di denaro erogate dagli organismi Comunitari e Regionali, in considerazione del mancato rispetto degli impegni previsti dai bandi Psr (Piano di Sviluppo Rurale), a cui le due aziende avevano aderito.
La commercializzazione irregolare dei falsi vegetali “Bio” da parte delle due aziende ha consentito un fatturato pari ad euro 272.815 per l’anno 2019, mentre per l’anno 2020 l’intervento dei militari ha di fatto bloccato l’attività. Grande il clamore suscitato dall’operazione: delicato l’argomento dei contributi per le colture biologiche, le società sotto accusa hanno una storia secolare, gli indagati sono personaggi di assoluto rilievo. L’attività investigativa era stata inizialmente condotta dai carabinieri forestali dell’Abbadia di Fiastra e già il fatto che si parli dell’Abbadia di Fiastra illustra chiaramente quale sia il livello toccato dall’indagine.
Indagine sulle aziende bio, sequestrati 86mila euro di fondi pubblici
