Sistema Museo cambia contratto,
Leonardi: «Lavoratori sfruttati»

LA CANDIDATA consigliera (FdI) chiede attenzione per gli impiegati della cooperativa umbra, che in regione opera a Macerata, Recanati, Fermo, Pesaro, Fano e Sant’Elpidio a Mare: «Dopo anni di sacrifici abbattono ulteriormente il costo del lavoro»
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Elena Leonardi, capogruppo di Fratelli d’Italia

 

«In importanti musei gestiti dalla cooperativa umbra Sistema Museo, strategici per il sistema turistico-culturale regionale, il numero di visitatori continua a salire mentre le condizioni dei lavoratori peggiorano». A denunciarlo Elena Leonardi, candidata consigliera regionale di Fratelli d’Italia. Un altro appello era arrivato anche dai sindacati e dal candidato sindaco a Macerata del Movimento 5 stelle Roberto Cherubini, dato che Sistema Museo opera anche in città. Stefania Monteverde, assessora alla Cultura, aveva specificato che il problema riguardava un solo dipendente.

Oggi Leonardi torna sulla questione a livello regionale: «La vicenda che coinvolge i lavoratori della Società Cooperativa Sistema Museo con sede in Umbria e che da oltre trenta anni opera nel settore dei beni culturali in diverse regioni italiane, è esemplificativa delle precarie condizioni di chi oggi lavora nel settore culturale, in Italia e nella nostra regione. Nelle Marche Sistema Museo gestisce i musei di Fermo, Macerata, Pesaro, Recanati, Fano e Sant’Elpidio a Mare. Tre capoluoghi di provincia e altrettante città strategiche per l’economia turistica e culturale della regione, con ricavi e visitatori in crescita negli ultimi anni. Un vero e proprio monopolio da parte della cooperativa umbra, nella gestione dei beni culturali della nostra regione, con ingenti contributi pubblici versati dai comuni marchigiani nelle sue casse, ai quali vanno aggiunti i ricavi derivati dalla biglietteria, visiti guidate, bookshop, servizi educativi, affitto sale, con milioni di euro di fatturato. I Comuni coinvolti e la Regione Marche – prosegue Leonardi – devono impegnarsi fin da subito a fornire le necessarie garanzie, affinché le cooperative che vincono appalti nelle nostre città, come nel caso di Sistema Museo, e che usufruiscono di importanti contributi pubblici, siano poi in grado di garantire condizioni di lavoro e retribuzioni adeguate rispetto alle professionalità e alle competenze dei lavoratori marchigiani. Non è più accettabile che la cooperativa umbra possa continuare a sfruttare in questo modo i lavoratori marchigiani abbattendo ulteriormente il costo del lavoro dopo anni di sacrifici. Dal 2015 i musei e i beni culturali sono servizi pubblici essenziali, come i trasporti e gli ospedali. Ma perché allora per un settore così strategico, continuiamo ad assistere, a cambi di contratto con riduzione degli stipendi e demansionamento dei lavoratori? Sono domande per cui urge una celere risposta, anche e soprattutto da parte di chi, ci ha raccontato, come negli ultimi anni il turismo e la cultura fossero diventati il volano economico di questa regione».

Leonardi ricorda che «le condizioni dei lavoratori di Sistema Museo sono purtroppo critiche fin dal 2010 quando la cooperativa ha decretato lo stato di crisi aziendale che ha comportato, per i soci lavoratori, fino alla sua cessazione, dicembre 2019, la trattenuta delle mensilità aggiuntive, tredicesima e quattordicesima, dei permessi e quelle sulle retribuzioni con percentuali anche del 15%. Improvvisamente nel mese di dicembre 2019 la cooperativa comunicava ai soci lavoratori l’intenzione di variare il contratto nazionale di riferimento (Turismo) e di applicare quello Multiservizi e la relativa uscita dallo stato di crisi aziendale, durato in totale oltre nove anni. Il Ccnl Multiservizi è fortemente peggiorativo delle condizioni di lavoro, con una minor paga oraria e un taglio del salario, su stipendi nella maggior parte dei casi inferiori ai mille euro, oltre che una svalutazione dei diritti e della dignità dei lavoratori. Insomma, la soluzione adottata da Sistema Museo è stata la dequalificazione del lavoro, oppure tutti a casa, con prospettiva di fallimento e perdita del posto di lavoro»

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