Simula due rapine,
nei guai benzinaio di 31 anni

IL GIOVANE, di Macerata, è stato denunciato dai carabinieri di Tolentino per simulazione di reato e appropriazione indebita aggravata. Ha ammesso di essersi inventato tutto per far fronte ad alcuni debiti, due gli episodi nel giro di pochi mesi (l'ultimo il 17 luglio) per un totale di 35mila euro
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La caserma dei carabinieri di Tolentino

 

Due rapine fotocopia nel giro di pochi mesi per un totale di 35mila euro, benzinaio ammette di essersi inventato tutto. E’ stato denunciato dai carabinieri della Compagnia di Tolentino per simulazione di reato e appropriazione indebita aggravata, un 31enne residente a Macerata.

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L’avvocato Alessandro Marcolini

Le indagini condotte dai militari guidati dal capitano Giacomo De Carlini e coordinati dalla procura, erano arrivate alla conclusione che quelle rapine potessero essere state inventante. Così giovedì hanno chiamato il giovane che le aveva denunciate in caserma per interrogarlo. A quel punto il 31enne, alla presenza del suo legale, l’avvocato Alessandro Marcolini, ha ammesso ogni cosa. Pentendosi di quanto aveva fatto. Ha confessato che doveva risolvere alcuni problemi personali dovuti a debiti pregressi e per questo aveva simulato le due rapine. In sostanza non era più riuscito a restituire all’azienda soldi che via via aveva prelevato. L’ultima rapina era stata simulata il 17 luglio. Il ragazzo aveva raccontato di essere stato avvicinato da tre motociclisti lungo la Provinciale 78, a Cessapalombo, in direzione di San Ginesio. Lui era in auto e aveva con sé i soldi dei distributori self-service. Quando i tre l’avevano costretto a fermarsi, il 31enne non aveva potuto far altro che consegnare loro il borsello con i contanti, 20mila euro. Episodio analogo lo aveva denunciato il 23 dicembre dello scorso anno. Anche in quel caso aveva raccontato di essere stato bloccato mentre era in auto da un’altra vettura e di essere stato minacciato con una pistola da uno dei rapinatori. In quel caso aveva detto di aver consegnato ai malviventi 15mila euro. Riferisce l’avvocato Marcolini che quando la realtà storica e umana si unisce al dato giuridico e professionale e la figura del legale, visto il pentimento della parte assistita, non entra in contrasto con le forze dell’ordine e l’organo inquirente, insieme si mira al traguardo che porta un giovane a riprendere in mano la propria vita.

 

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