Tesi sul palazzo scalare di Civitanova,
corona d’alloro per Myriam Balestrieri
LA GIOVANE si è laureata al Politecnico di Torino studiando come l'esoscheletro può essere una soluzione di adeguamento sismico, recupero e valorizzazione dell'opera dell'architetto Marone Marcelletti
Si è brillantemente laureata in Architettura al Politecnico di Torino la civitanovese Myriam Balestrieri discutendo la tesi “L’esoscheletro come soluzione di adeguamento sismico, recupero e valorizzazione dell’opera dell’Architetto Marone Marcelletti in Civitanova” con relatori il professor G.A.Ferro e, fra i correlatori l’architetto Mario Montalboddi di Corridonia. L’oggetto di studio è stato un complesso residenziale a Civitanova progettato dall’architetto Marone Marcelletti (Corridonia 1917-Macerata 1981) unanimemente riconosciuto come il massimo esponente marchigiano del Razionalismo in Architettura. Il complesso, realizzato nel 1968, è collocato nella zona stadio della città e costituito da 2 edifici multipiano chiamati rispettivamente “stellare” e “scalare” addossati a un corpo centrale di un solo piano fuori terra destinato ad attività commerciali. Dopo un’analisi approfondita dell’area, del complesso e della sua struttura, è stato necessario elaborarne, tramite software Robot Structural Analisys, un modello per il calcolo strutturale, con l’intenzione di applicare il metodo dell’ ”esoscheletro”, struttura autoportante in acciaio che permette di intervenire, in maniera flessibile e adattiva, dall’esterno, affiancandosi all’esistente e consentendo una riqualificazione globale, comprendente l’adeguamento sismico, l’efficientamento energetico, il miglioramento estetico nel rispetto della preesistenza e, per quanto possibile, una rifunzionalizzazione.
Fra gli obiettivi il contenimento dei costi dell’intervento, la limitazione del trasferimento degli abitanti in unità abitative temporanee, e il possibile ritorno degli investimenti in seguito alla vendita delle unità immobiliari eventualmente aggiunte in sopraelevazione. Queste caratteristiche, unite all’alto potenziale di personalizzazione tecnologica e alla possibilità di scelta della destinazione d’uso, costituiscono valori aggiunti, insieme al coinvolgimento dell’utenza nei processi decisionali, per quei quartieri che necessitino di un urgente e profondo intervento di rigenerazione, e affidano alla struttura un ruolo di strumento tecnologico e di riconnessione sociale in cui oltre al consolidamento costitutivo, venga perseguita l’efficienza energetica, il miglioramento della salute, del comfort e della qualità della vita degli abitanti mediante la corretta integrazione di strutture e tecnologie appropriate, avanzate e orientate alla sostenibilità. Al neo Architetto Myriam i migliori auguri di un futuro luminoso.



