Spettacolo di danza,
protestano le scuole escluse

CIVITANOVA - Il Comune ha presentato l'iniziativa organizzata da Effort spazio danza e Laboratorio danza duepuntozero che precisano: «Iniziativa privata, fraintendimento nella comunicazione istituzionale»

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La locandina dell’evento

Spettacolo di danza in nome di Enrico Cecchetti e di tutte le scuole, «ma nessuno ci ha coinvolto». Protesta da parte di alcune scuole di danza civitanovesi che hanno trovato sul cartellone degli eventi estivi lo spettacolo “Don’t stop dancing” in programma questa sera e presentato durante la conferenza stampa in comune. Lo spettacolo è stato presentato come la ripartenza della danza, un omaggio nel nome di Enrico Cecchetti da parte delle scuole di danza della città. Ma alcune scuole insorgono visto che in realtà lo show è firmato solo da due scuole, la Effort spazio danza e Laboratorio danza duepuntozero. «Ci spiace perché si sono creati spiacevoli malintesi anche con le famiglie delle bambine che seguono i corsi. Il problema non è se due scuole decidono di realizzare uno spettacolo, ci mancherebbe – afferma Loretta Gamberini del Centro culturale del balletto a nome anche di Sara Gambardella e Fiona Cecarini – ma coinvolgerci a 5 giorni dall’evento, quando già erano usciti i manifesti non è corretto. E’ impossibile dopo mesi di stop per il Covid riuscire a preparare le allieve per uno spettacolo e con 5 giorni di preavviso. Ma soprattutto spiace che l’evento sia stato presentato come il momento di coesione delle scuole di danza quando in realtà così non è». Amareggiate per l’accaduto anche altre insegnanti dispiaciute per non essere riuscite a partecipare e per non essere state coinvolte in un progetto che ha l’avallo del Comune e che è stato inserito nel cartellone estivo. «Lungi da noi la volontà di escludere o tagliare fuori qualcuno dall’evento – commenta Sara Gagliardini di Laboratoriodanza duepuntozero – la verità è che c’è stato un fraintendimento nella comunicazione da parte del Comune. Non mi farei mai portavoce delle altre scuole di danza. L’evento è nato con Giosy Sampaolo che come noi aveva ripreso i corsi dopo il lockdown,  per dare soddisfazione alle allieve e un segnale di ripartenza. Abbiamo voluto organizzare questo spettacolo e abbiamo iniziato a lavorarci e poi chiesto aiuto al Comune. Quando poi dal Comune ci hanno chiesto se avevamo sentito altre scuole abbiamo risposto di no perché era nato come iniziativa privata, ma abbiamo comunque contattato quelle scuole con le quali ci eravamo confrontate durante la quarantena. I tempi sono stati stretti anche per noi. Se qualcuna avesse avuto qualcosa di pronto eravamo ben liete di accoglierla. Sia chiaro che non c’è stata alcuna volontà di escludere nessuno».


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