Unimc conquista il podio
tra i medi atenei italiani
L'ATENEO è al terzo posto nella classifica Censis per qualità dei servizi. All'ottavo in quella generale. Il rettore Francesco Adornato: «In questo periodo la cura delle relazioni deve essere un obiettivo irrinunciabile». Mercoledì primo appuntamento online con il Global pandemic network sul tema Covid e città

L’Università di Macerata è all’ottavo posto nella classifica degli atenei di media dimensione in Italia. A dirlo la classifica Censis che, per quanto riguarda la qualità dei servizi, colloca inoltre l’ateneo maceratese tra i primi tre della sua categoria. Cresce anche la valutazione per internazionalizzazione, strutture e borse di studio. Unimc ha ottenuto una valutazione media di 88,8, due punti in più rispetto a quella dell’ultima volta (86,7).
«Questo dato – sottolinea il rettore Francesco Adornato – è in linea con quello che siamo e vogliamo essere: un ateneo di prossimità relazionale e comunitaria, ossia un ateneo che ascolta ed è vicino allo studente, punto cardine del nostro agire quotidiano. In questo periodo, in cui il distanziamento fisico rischia di degenerare in distanziamento sociale, la cura delle relazioni deve essere un obiettivo irrinunciabile, rispetto al quale gli stessi servizi di teledidattica possono essere valorizzati nella loro funzione strumentale. L’Università di Macerata si pone come una sintesi tra innovazione, inclusione e apertura verso la dimensione internazionale, per formare cittadini consapevoli, in grado di interpretare le dinamiche globali e leggere i segnali del futuro, a maggior ragione in questo così difficile e impegnativo contesto».
Nella stessa ottica, l’ateneo ha deciso di procedere quest’anno con un investimento di oltre un milione di euro in nuove misure a sostegno degli studenti: abbattimento delle tasse universitarie, nuove borse di studio e bonus economici per l’acquisto di libri universitari, pc, tablet o smartphone e per le spese di viaggio. Per la cosiddetta fase tre, l’ateneo sta lavorando per il ritorno in presenza e in sicurezza degli studenti a settembre, attraverso l’acquisizione di nuovi spazi per le lezioni. Ove necessario, si adotterà la modalità denominata blended, che prevede sia didattica in presenza sia a distanza, con lezioni registrate. C’è, poi, un investimento importante anche nel potenziamento della piattaforma informatica per i servizi di didattica online. «Mi sono sempre battuto – conclude il rettore – sul significato dell’Università in presenza, come elemento costitutivo dell’Università stessa, che è fatta di esperienza, incontri, socializzazione, senza dimenticare la funzione di presidio che l’ateneo ha sul territorio. I coriandoli delle feste di laurea, momentaneamente spariti, torneranno a riempire la città».
Nel frattempo il dipartimento di Scienze politiche organizza e partecipa con un gruppo di ricerca alle attività del Global Pandemic Network, una comunità internazionale di studiosi provenienti da prestigiose realtà statunitensi, europee, asiatiche, africane e dell’Oceania. Le sue finalità sono la promozione di una comunità globale nel settore delle scienze sociali per la discussione e l’elaborazione di ricerche e proposte in risposta alle emergenze sanitarie e all’elaborazione di modelli di resilienza sostenibile fondati su legalità, rispetto dei diritti umani, economia sostenibile e protezione dell’ambiente. L’attenzione è ora focalizzata sul pandemia da Covid-19. Fra le prime iniziative promosse dalla rete, c’è la conferenza online in programma per mercoledì sul tema “Covid-19 e città: fondare la resilienza sui diritti umani e la protezione dell’ambiente”. Il convegno sarà trasmesso anche attraverso il canale ufficiale GPN Youtube Channel, nonché in diretta Facebook. Tutte le informazioni sono reperibili sul sito www.globalpandemicnetwork.org. I lavori si apriranno alle 14,30 con i saluti del rettore Francesco Adornato. A rappresentare l’ateneo maceratese, all’interno di un parterre di livello internazionale, ci saranno i docenti Elisa Scotti e Roberto Baratta, entrambi componenti del comitato direttivo del Global Pandemic Network, insieme a Chiara Feliziani. Sempre per Unimc, fanno parte del network anche Francesco De Leonardis, Federica Monti, Ernesto Tavoletti.