«Mi ha offerto soldi per fare sesso:
mi sono rifiutata, poi ho rubato»
CIVITANOVA - In manette è finita una 39enne tunisina che avrebbe portato via 2.500 euro a un 76enne. La donna oggi è comparsa davanti al giudice per la convalida. Ha ammesso le sue responsabilità, dando una versione diversa rispetto a quanto denunciato dalla vittima del furto. Starà ai domiciliari
Da ospite a ladra, in manette una donna di 39 anni, tunisina, che è accusata di aver rubato circa 2mila e 500 euro ad un 76enne che vive a Civitanova. Oggi la donna è comparsa davanti al giudice Francesca Preziosi, del tribunale di Macerata per la convalida, ha ammesso il furto e ha spiegato che quei soldi le sarebbero stati offerti dall’uomo, che già conosceva, per una prestazione sessuale «ma io mi ero rifiutata. Lui mi aveva mostrato il denaro e alla fine in un momento di distrazione l’ho preso» ha detto la donna rispondendo alle domande del pm Francesca D’Arienzo. Un furto avvenuto a Civitanova intorno alle 20 di sabato scorso. La 39enne quel giorno si trovava ospite a casa di un 76enne, che conosceva e che in passato l’aveva aiutata. Secondo la versione dell’uomo, più volte le avrebbe chiesto di andarsene dalla sua abitazione ma questa si era messa a girare per le varie stanze in cerca di qualcosa di valore. Alla fine aveva trovato circa 2.500 euro in contanti. Presi quelli e un mazzo di chiavi di uno scooter, se n’era andata. Il 76enne aveva chiamato le forze dell’ordine e poco dopo la ragazza era stata rintracciata dagli agenti. Portata in ospedale, era stata perquisita da personale femminile e negli slip erano stati trovati i soldi. La donna oggi in aula, ha detto che era andata a casa dell’uomo per chiedere un aiuto, che lui le aveva mostrato i soldi e chiesto una prestazione sessuale. Lei si era rifiutata e in seguito, mentre era distratto, aveva preso il denaro per poi andarsene. La donna, senza fissa dimora, andrà ai domiciliari da un conoscente in attesa della prosecuzione del processo per direttissima (prossima udienza il 21 luglio). L’accusa è sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo. L’imputata è difesa dall’avvocato Fabio Ricucci.
(Gian. Gin.)
