Crac della Civita Park:
in 14 sotto inchiesta,
compresi i vertici di ex Banca Marche

CHIUSA l'indagine per bancarotta fraudolenta sul fallimento della società che ha realizzato il Cuore Adriatico, il palas e la fiera a Civitanova. Tra gli indagati oltre agli amministratori, anche i responsabili dell'istituto di credito e della Medioleasing
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I lavori per costruire il palazzetto

 

Crac della Civita Park, 14 indagati per bancarotta fraudolenta. Tra questi anche i vertici dell’ex Banca Marche e della controllata Medioleasing, accusati di aver prestato 26 milioni alla società e di essersi ripresi i soldi in maniera illecita. In questi giorni è arrivato agli indagati l’avviso di conclusione delle indagini, per fatti inerenti il fallimento della società che ha realizzato il centro commerciale Cuore Adriatico, il palasport e la Fiera di Civitanova. 

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Mauro Mattucci, amministratore della Civita Park

Sul registro degli indagati sono finiti i vertici della Civita Park: Giuliano Ginnobili, 66 anni di Corridonia e Mauro Mattucci, 64 anni di Montesilvano, entrambi amministratori; Sergio Foresi, 80 anni di Morrovalle e Franco Sagretti, 64 anni di Corridonia, entrambi consiglieri d’amministrazione e Nazzareno Gismondi, 61 anni di Montegranaro, consulente contabile e fiscale della società poi fallita. Per l’ex Banca Marche e la società di leasing invece: Massimo Bianconi, 66 anni di Roma, direttore generale; Lauro Costa, 69 anni di Macerata, presidente e vicepresidente Cda e presidente cda Medioleasing; Michele Giuseppe Ambrosini, 72 anni di Urbino, presidente cda; Tonino Perini, 78 anni di Trecastelli, vicepresidente cda; Stefano Vallesi, 64 anni di Macerata, direttore centrale commerciale e vicedirettore generale Area mercato; Giuliano Bianchi, 66 anni di Macerata e Bruno Brusciotti, 84 anni di Camerino, entrambi membri cda; Daniele Cuicchi, 54 anni di Senigallia, capo servizio commerciale Medioleasing e Claudio Dell’Aquila, 71 anni di Roma, membro Cda Medioleasing. Gli indagati sono difesi dagli avvocati: Stefano Chiodini, Alessandro Perrucci, Maria Grazia Barbabella, Guerrino Ortini e Paolo Rosselli, Giancarlo Nascimbeni, Andrea Casula, Gabriele Braccioni, Ubaldo e Nicola Perfetti, Riccardo Leonardi e Francesco De Minicis.

LE ACCUSE – A Mattucci, Sagretti e Foresi il sostituto procuratore Vincenzo Carusi che ha coordinato le indagini contesta l’aver distratto dalla Civita Park dichiarata fallita il 21 gennaio 2015, somme di denaro utilizzate per rimborsare finanziamenti concessi da società che avevano partecipazioni nella Civita Park stessa, e di cui i tre erano soci. Si tratta di somme che vanno dai 124.500 euro a 1.681.000 euro. Inoltre sono contestate anche tre fatture per 450mila euro, considerati acconti di lavori mai eseguiti, nell’ambito del subappalto tra la Civita Park e le altre società per la realizzazione del centro commerciale.  Per quanto riguarda le posizioni di Foresi, Sagretti, Mattucci, Costa, Perini, Brusciotti, Ambrosini, Bianchi, Bianconi, Vallesi, Cuicchi e Dell’Aquila, la procura contesta invece un prestito milionario e la restituzione dello stesso. Secondo l’accusa, Banca delle Marche era diventata creditrice della Civita Park per un totale di oltre 26 milioni di euro. E a dicembre del 2009 Civita Park aveva venduto a Medioleasing, controllata al 100% da Bdm il terreno su cui sarebbe stato costruito il centro commerciale Cuore Adriatico al prezzo di 30 milioni più Iva, ottenendone la locazione finanziaria. La maggior parte di quei soldi incassati di Medioleasing, oltre 26 milioni, la Civita Park li avrebbe poi utilizzati per estinguere il debito con Banca Marche. Secondo l’accusa, in base a un accordo illecito. Ginnobili e Mattucci inoltre avrebbero ceduto il ramo di azienda commerciale della Civita Park a alla costituenda Cuore Adriatico snc, partecipata al 66% dalla M-Costruzioni  di cui lo stesso Mattucci era amministratore, senza ricevere nessun corrispettivo in cambio. Così come avrebbero ceduto il 60% della Palace srl (controllata al 70% dalla Civita Park) di cui Ginnobili era amministratore alla Sfera srl (peraltro già socia della Palace) senza ricevere in cambio i 15mila euro pattuiti. Infine Foresi, Sagretti, Mattucci, Ginnobili e Gismondi avrebbero anche falsificato le scritture contabili della Civita Park, registrando debiti, note di credito o fatture fittizie per un totale vicino ai 40 milioni. Gli indagati ora hanno 20 giorni di tempo per chiedere di essere ascoltati o presentare memorie difensive.

(Redazione Cm)



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