L’ex sindaco Delpriori
a giudizio per peculato
Il Comune si costituisce parte civile
MATELICA - Deve rispondere della presunta appropriazione di denaro di una persona di cui era stato nominato curatore. La difesa: «Riusciremo a chiarire tutto durante il processo». Oggi si è svolta l'udienza davanti al Gup del tribunale di Macerata
di Gianluca Ginella
Rinviato a giudizio per peculato l’ex sindaco di Matelica, Alessandro Delpriori. L’udienza si è svolta questa mattina davanti al Gup del tribunale di Macerata. Il comune di Matelica è stato chiamato in causa come responsabile civile e si è a sua volta costituito parte civile lamentando il danno di immagine. Per l’accusa, l’ex primo cittadino, in qualità di curatore di una persona dichiarata inabilitata, si sarebbe appropriato di 30.621 euro. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra il 2015 e il 2016. Il denaro sarebbe stato speso attraverso l’uso del bancomat della persona inabilitata avendo Delpriori la delega a operare sul conto in qualità di curatore. Oltre a questo denaro – prosegue l’accusa -, Delpriori si sarebbe appropriato di ulteriori 15.500 euro. Il denaro era passato, dice l’accusa, dal conto della persona inabilitata a quello di una donna di Ancona e da questo a quello del consulente finanziario di Delpriori.
Ad eccezione di 500 euro che erano stati trattenuti dalla donna. Sia lei che il consulente lo scorso 4 dicembre avevano patteggiato 1 anno e 10 mesi davanti al gup. Al processo sono parte civile i parenti della persona inabilitata assistiti dagli avvocati Alessandro Casoni e Daniela Ghergo. È stato inoltre chiamato in causa il Comune, come responsabile civile. Oggi l’ente ha deciso anche di costituirsi parte civile per il danno di immagine, ad assisterlo l’avvocato Maurizio Discepolo (oggi sostituito dal legale Ennio Tommasoni). Per Delpriori, il processo si aprirà il 14 aprile del prossimo anno. Al termine dell’udienza i suoi legali, gli avvocati Andrea ed Enrico Carmenati, hanno commentato: «Eravamo convinti che si sarebbe giunti alla citazione in giudizio ed al conseguente rinvio a giudizio, che ritenevamo scontato. Per mostrare la completa estraneità ai fatti del nostro assistito riteniamo necessario discutere in dibattimento, dove saranno portate tutte le prove. Siamo consapevoli di dover affrontare il processo, riusciremo a mostrare il corretto operato del nostro assistito».

