Su una vecchia Fiat tra i terremotati,
riuscì a portare papa Wojtyla in visita
«Il vescovo Fagiani un uomo straordinario»

IL RICORDO - Ha diretto l'arcidiocesi di Camerino e San Severino per dieci anni dal 1997. L'ex sindaco di Serravalle Venanzo Ronchetti: «Si prodigava per i deboli, non si fermava mai. Una grande persona che non dimenticheremo mai»
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Il vescovo Angelo Fagiani con papa Giovanni Paolo II e l’allora sindaco di Serravalle, Venanzo Ronchetti

 

di Monia Orazi

Girava su una vecchia Fiat, senza l’autista, nei giorni difficili del sisma del 1997, in quella Serravalle rasa al suolo con le sue frazioni poi rinate come una fenice: parlava alle persone, controllava le macerie. Su quella Fiat, una 850, c’era Angelo Fagiani, all’epoca vescovo di Camerino e San Severino, che si è spento oggi a 77 anni. Fagiani è rimasto in carica dal 1997 al 2007, quando gli successe l’attuale vescovo emerito monsignor Francesco Giovanni Brugnaro.

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Angelo Fagiani

Nato a Monterubbiano, da anni viveva a Fermo nel seminario vescovile, dove si è spento, minato da una lunga malattia che ne aveva anche minato l’effettivo esercizio del ministero episcopale a Camerino, dove per anni è stato amministratore apostolico monsignor Giancarlo Vecerrica. Era stato ordinato sacerdote nel 1967, trent’anni dopo il Papa lo nominò vescovo di Camerino-San Severino Marche. A darne notizia la diocesi di fermo in una nota: «Monsignor Fagiani, don Angelo per chi lo ha conosciuto, risiedeva ormai da diversi anni presso la casa del clero del Seminario arcivescovile di Fermo. Don Angelo, oltre che in tutte le persone che lo hanno conosciuto, lascia un vuoto particolare nella comunità del Seminario e della Casa del Clero, insieme a una indelebile traccia fatta di umiltà e amorevolezza nelle persone che in questi anni lo hanno costantemente assistito con premura e affetto: operatori socio-sanitari, suore e personale laico». Le esequie si svolgeranno in cattedrale a Fermo, lunedì 6 luglio alle 10.

L’allora vescovo accolse papa Wojtyla nella sua visita a Cesi di Serravalle il 3 gennaio 1998, con l’allora sindaco Venanzo Ronchetti, che così lo ricorda: «Era una persona straordinaria, un lavoratore instancabile, i primi giorni dopo il sisma vedevo una vecchia Fiat con un uomo che girava da solo. Si fermava a parlare con le persone, controllava le macerie nelle varie frazioni. Chiesi chi fosse ed un amico mi disse che era il vescovo. Si mosse affinchè il Papa venisse anche a Cesi a 7 km da Annifo di Foligno. Invitò Papa Giovanni Paolo II a venire in vacanza sui Sibillini. Si prodigava per i deboli, non si fermava mai in quei giorni difficili». «Quel suo girare sulla vecchia 850 ridotta maluccio – continua Ronchetti – fu la prima cosa che mi colpì di lui. Una volta conosciuto si rivelò molto alla mano, appena arrivò il nuovo parroco da Castelfidardo, don Marco Minicucci si prodigò per trovare una soluzione per sistemarlo. Girava le chiese, si dava da fare con la Caritas non si fermava mai. Quando si seppe che il Papa veniva in visita nelle zone terremotate, ad Assisi ed Annifo, con don Cesare Grasselli ed insieme a me si mobilitò, per chiedere al Santo Padre, come titolò un quotidiano dell’epoca di fare 7 chilometri in più, quelli che separano Annifo di Foligno da Cesi. Ci aiutò anche per la giornata della Solidarietà, era sempre vicino e presente. Un grande uomo, che non dimenticheremo mai».

Addio a monsignor Fagiani, fu il vescovo del sisma del ’97



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