Dall’Uganda all’Italia,
insegnante per passione:
Letizia Spalletti va in pensione

CORRIDONIA - Ora in forza all'Ipsia Corridonia, ha iniziato ad insegnare giovanissima. Significativa l'esperienza in Africa dove si è trasferita per 8 anni dopo il matrimonio col medico Gianrenato Riccioni. Attestati di stima da alunni e colleghi

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Letizia Spalletti

Dalla provincia di Macerata all’Africa, l’insegnamento è stata la missione di Letizia Spalletti di Corridonia che ha appeso quest’anno il gessetto a chiodo. Letizia Spalletti si è laureata con  lode all Università di matematica a Perugia. Subito dopo, a soli 22 anni, ha iniziato ad insegnare ai Salesiani di Macerata poi il matrimonio con il dottor Gianrenato Riccioni, medico anestesista, e la scelta di partire per l’Uganda dove sono rimasti per ben 8 anni. Anche lì Letizia non ha abbandonato l’insegnamento mettendosi a disposizione della popolazione locale. In Uganda sono nati anche i figli Simone e Giacomo, mentre la mezzana Eleonora è nata in Italia durante un breve rientro della famiglia a casa.

Poi al ritorno in provincia di Macerata si è dedicata all’insegnamento e alla famiglia. Ora arriva la pensione proprio in concomitanza con quella del marito che è tornato comunque a lavoro per l’emergenza Coronavirus.
Tanti gli attestati di stima di alunni ed ex alunni oltre che dei colleghi che in questi anni hanno collaborato con lei raccolti da Blog Ipsia, il blog della scuola.

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Letizia Spalletti col marito Gianrenato Riccioni e i figli Simone, Eleonora e Giacomo

«Prof da parte di tutta la classe  – scrivono le ragazze della 2A – la volevamo ringraziare per tutto quello che ha fatto per noi in questi 2 anni e per averci sopportato, lo sappiamo che non siamo magari la classe migliore del mondo ma speriamo di averle lasciato un bel ricordo di noi e speriamo che ci ricorderà con il sorriso. Le volevamo augurare buon riposo si goda questa meritata pensione, noi la ricorderemo sempre con un sorriso nonostante i disguidi, i litigi, le incomprensioni perché penso sia una delle prof che nonostante tutto fino alla fine ci ha aiutato e non ha mai mollato nonostante avrebbe avuto tutte le ragioni. Non è stato semplice ma alla fine si è creato un legame stupendo. Le vogliamo bene, ci mancherà moltissimo non sarà semplice trovarne una come lei (poverina quella che la sostituirà) un bacione da parte nostra rimarrà sempre nel nostro cuore».

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Letizia Spalletti in Uganda

Anche Luciana Ciocci, docente della sede di Corridonia ha voluto omaggiarla con un suo contributo.

«Pfi, Ptof, Pdp, Pai, Pia: sono queste le fredde sigle in cui è costretta a muoversi la scuola contemporanea. Ma all’Ipsia l’aria che si respira è diversa. Sono altre le sigle che ci caratterizzano e che riscaldano il clima della classe: la differenza la fanno sicuramente i nostri insegnanti. Prendiamone ad esempio Letizia Spalletti.
PPP: Professionalità, Passione, Pazienza, doti fondamentali in lei che distinguono il puro rispetto del dovere da un atteggiamento di disponibilità, ascolto e cura dell’altro, sia collega che alunno.
RRR: Recupero del Recupero del Recupero, perché se 2 +2 = 4 lei riesce ad arrivare a 6, anche sfidando la decisa volontà dell’alunno ad abbandonare il campo.
AMD: Alta, Magra e Distinta, come è la sua figura quando compare alla fine del corridoio e cerca di raggiungere la classe, pur trattenuta da continui avventori per consigli, raccomandazioni, lamentele, conforto, etc.

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Sul set di “Come saltano i pesci”

ANC: Africa Nel Cuore, sempre pronta a testimoniare la sua esperienza in questo continente lontano e rafforzare nei ragazzi la sensibilità verso altri mondi che si spinge al di là delle raccomandazioni ministeriali.
NSN: Non Solo Numeri, attenta alla persona che è in ogni alunno di cui cura la formazione al di là dei calcoli e delle formule.
E che dire? La nostra Letizia ha saputo fare bene i suoi calcoli, certamente quelli di Matematica ma soprattutto quelli della vita, di chi riesce a trasmettere la bellezza, la verità e ciò che è bene. Questa è la più bella impronta di sé che ogni insegnante desidera lasciare nel cuore di ogni studente incontrato. E lei ce l’ha fatta alla grande!»

(a.p.)

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