Morto il nipote di Beniamino Gigli:
creò un’associazione
in memoria del celebre tenore
RECANATI - Beniamino Gigli junior aveva 72 anni e si è spento a Roma dopo una malattia. Il sindaco Antonio Bravi: «Ha profuso tanto impegno per valorizzare la lirica e il patrimonio artistico e musicale del suo illustre nonno»
Si è spento Beniamino Gigli, il nipote del tenore recanatese: aveva 72 anni e da tempo era malato. Viveva a Roma dove oggi è morto. Beniamino Gigli junior era un pediatra in pensione. Nonostante avesse fatto il medico era sempre stato legato alla musica e alla figura del celebre nonno. Ne era stato portato a alcuni anni fa aveva creato l’associazione “Lirico musicale culturale Beniamino Gigli jr”, di cui era presidente. Lo scopo dell’associazione era di diffondere la cultura della lirica e di mantenere viva la memoria del tenore. Altre iniziative in memoria del nonno erano state un libro per raccontarne la vita un concorso lirico “Gigli-Franci” la cui prima edizione era stata presentata lo scorso anno a Roma. L’amministrazione comunale di Recanati ha ricordato la figura di Gigli: «A nome personale e dell’amministrazione – ha detto il sindaco Antonio Bravi – porgo le più sentite e sincere condoglianze alla moglie Cinzia e alle figlie di Beniamino Gigli, stimato medico pediatria nonché attento custode delle memorie artistiche del celebre nonno. Il suo impegno profuso nella promozione della cultura della lirica nel mondo, con la creazione dell’associazione Lirico musicale culturale Beniamino Gigli junior, di cui il Comune di Recanati è socio, ha permesso la valorizzazione del patrimonio artistico e musicale dell’illustre concittadino e la creazione di una importante finestra per i giovani cantanti lirici talentuosi grazie all’istituzione del Premio lirico internazionale Beniamino Gigli. Nel manifestare la nostra più profonda vicinanza alla famiglia colpita da questo grave lutto, come Comune vogliamo anche ribadire la volontà di onorare la memoria di Beniamino Gigli junior, impegnandoci a valorizzare la straordinaria eredità che ci ha lasciato». «Una persona buona, generosa, amante della buona musica e del belcanto – lo ha ricordato Pierluca Trucchia, presidente dell’associazione gigliana recanatese –. Rimarrà sempre vivo in me e nei soci il suo ricordo, il suo impegno nella professione medica e nella memoria del grande nonno».
