Nuova scuola, le opposizioni:
«Operazione da carbonari»
CORRIDONIA - I tre gruppi di minoranza condannano la scelta di diffondere lettere nelel cassette postali di Colbuccaro anziché organizzare un confronto pubblico
Le lettere del sindaco Paolo Cartechini diffuse nelle cassette postali degli abitanti di Colbuccaro non sono piaciute ai gruppi di opposizione di Corridonia (Corridonia Futuro, Per Cambiare Corridonia e Corridonia Domani) che parlano di una operazione da carbonari. «Una lettera scritta su carta intestata del comune ma non protocollata in cui il sindaco ribadisce la volontà di non chiudere le due scuole dell’infanzia di Campogiano e Colbuccaro smentendo quanto egli stesso ha dichiarato al Miur e in cui cerca di scaricare le proprie responsabilità a destra e sinistra giusto per sentirsi più apposto con la coscienza.
L’iniziativa sarebbe stata pietosamente accettabile se si fosse trattato di una iniziativa di una minoranza a corto di risorse. Ma qui parliamo dell’amministrazione che ha in mano una città, che avrebbe potuto indire una pubblica assemblea quando glielo abbiamo chiesto. Che avrebbe potuto esaurientemente rispondere alle numerosissime interrogazioni, interpellanze e mozioni che abbiamo presentato per mesi nei vari consigli comunali. Che avrebbe potuto illustrare a tutta la cittadinanza nel corso del tempo, passo dopo passo, gli sviluppi del progetto iniziale del 2015».
L’opposizione critica la scelta di diffondere un volantino anzichè organizzare un confronto pubblico: «Soprattutto il sindaco ha preferito dichiarare la volontà di non accorpare i due plessi dell’infanzia in una lettera inviata ai cittadini residenti di Colbuccaro e non anche al ministero. Quindi ad oggi nessun atto pubblico è stato inviato al ministero per manifestare la nuova e mutata volontà politica del sindaco. Però si rassicurano i cittadini. Questa è la credibilità di un amministrazione? Questa è la trasparenza amministrativa? Inoltre e soprattutto può un amministratore “alterare la verità” per favorire i propri cittadini?
I nostri avi dicevano “honor onus” cioè l’onere è un fardello, un peso con cui misurarsi ogni giorno della vita, soprattutto quando si decide di spendere parte del proprio tempo per gestire la cosa pubblica. Visti i fatti, visti i contenuti, visti i comportamenti lasciamo ai cittadini giudicare liberamente l’operato delle parti. Nel mentre noi continueremo a cercare di fare luce nella fitta nebbia che avvolge la questione scuole a Corridonia».
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