Buoni pasto non erogati,
dipendenti Ast risarciti per 146mila euro

MACERATA - La Cgil aveva avviato una vertenza nei confronti dell'azienda che riguardava infermieri, oss, amministrativi e altro personale che non aveva potuto usufruire della mensa a causa dei turni di lavoro. La somma è stata corrisposta con lo stipendio di agosto. Sonia Prosperi, segretaria provinciale Fp Cgil: «Il buono pasto non è un favore ma un elemento contrattuale per garantire dignità e sostenibilità economica a chi lavora su turni»

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Prosperi Sonia

Sonia Prosperi segretaria generale Fp Cgil Macerata

Un risarcimento complessivo di circa 146.300 euro ai dipendenti dell’Ast di Macerata per i buoni pasto mai erogati. La somma dovuta è stata corrisposta direttamente con gli stipendi di agosto. È questo l’esito della vertenza avviata dalla Fp Cgil di Macerata e conclusa con un accordo conciliativo disposto dal tribunale di Macerata.

La controversia riguardava diverse figure professionali del comparto sanitario, tra cui infermieri, operatori socio sanitari, amministrativi e altro personale, che, a causa dei turni di lavoro e delle esigenze organizzative, non avevano potuto usufruire della pausa mensa. Al centro della disputa c’era il rispetto delle norme contrattuali, che garantiscono l’erogazione del buono pasto per ogni giornata lavorativa in cui non sia stato possibile usufruire della mensa aziendale.

La vertenza è stata seguita dall’ufficio vertenze della Cgil e dallo studio legale dell’avvocato Paola Medori. «Con questo accordo i lavoratori dell’Ast di Macerata si sono visti riconoscere un diritto fondamentale –  dichiara Sonia Prosperi, segretaria generale della Fp Cgil di Macerata – il buono pasto non è un favore, ma un elemento contrattuale previsto per garantire dignità e sostenibilità economica a chi lavora su turni, con ricadute significative sulla vita privata e sull’organizzazione familiare. Questo risultato dimostra che, quando il sindacato è presente e determinato, è possibile ottenere giustizia anche in contesti complessi come quello della sanità pubblica».

L’intesa raggiunta con l’Ast, tuttavia, non chiude del tutto la partita, sono già in corso ulteriori vertenze per il riconoscimento del diritto al buono pasto a favore di altri dipendenti: «Sono in campo nuove iniziative per estendere il riconoscimento a tutti i dipendenti interessati e per monitorare il rispetto degli accordi da parte dell’azienda», ha aggiunto Prosperi. «Continueremo a vigilare affinché quanto stabilito venga applicato correttamente e a sostenere tutti i lavoratori che si trovano nella stessa condizione. La nostra azione non si ferma qui: l’obiettivo resta quello di garantire il pieno rispetto dei diritti contrattuali per tutto il personale sanitario, perché nessuno deve più trovarsi a lavorare senza vedere riconosciuti i propri diritti».


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