Bentornato sindaco, Catena è guarito:
«Finalmente i tamponi sono negativi,
oggi sono rientrato in Comune»

CORONAVIRUS - Appena ricevuta la buona notizia, il primo cittadino di Montecassiano ha ripreso la sua attività negli uffici del Municipio. Il suo pensiero va a don Peppe Branchesi: «Era in stanza con me, cercavamo di incoraggiarci»
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Il sindaco Leonardo Catena oggi è rientrato in Comune

 

di Matteo Zallocco

Il 12 marzo, dopo quattro giorni di febbre alta, Leonardo Catena risultò positivo al tampone per il coronavirus. Il 23 marzo, dal Covid Hospital di Civitanova, un suo struggente messaggio: «Qui ho visto l’inferno in terra. Nei momenti difficili ho pensato che non ce l’avrei fatta». Il 31 marzo la prima buona notizia: «Dopo 23 giorni di cui 15 trascorsi in ospedale dal manifestarsi dei sintomi del coronavirus sono stato dimesso per proseguire la convalescenza a casa. Mi aspettano 2-3 settimane di riposo, poi voglio tornare a fare il sindaco». Ed oggi, quaranta giorni dopo l’inizio della sua odissea, Leonardo Catena è tornato in Comune, nella sua Montecassiano. Dopo aver ricevuto la notizia che tanto attendeva: «Stamattina è arrivato il certificato con la negatività dei due tamponi fatti la scorsa settimana». Ed è subito tornato a lavoro: «Sono rientrato per un’oretta in municipio – racconta a Cronache Maceratesi – e ho salutato i dipendenti che stanno ancora lavorando in ufficio. Abbiamo messo in cantiere una celebrazione simbolica per il 25 aprile e ho programmato due riunioni in video-conferenza con la maggioranza e con i responsabili degli uffici. Sono ancora molto stanco, la convalescenza è lenta e recuperare le forze non è facile per chi è rimasto a lungo a letto».

Il suo pensiero va subito a don Peppe Branchesi, il noto sacerdote morto ieri a causa del coronavirus: «Per un paio di giorni ho condiviso la stanza di ospedale con lui. Ci siamo salutati e scambiati qualche simpatica battuta e parole di incoraggiamento. Quando ieri ho letto che non ce l’ha fatta mi sono rattristito molto. Esprimo la mia vicinanza e le condoglianze ai familiari e alla sua comunità. Lui era molto conosciuto e benvoluto non solo a Treia perché aveva un grande carisma. In ospedale è rimasto combattivo, stava cercando di affrontare positivamente quei momenti difficili». E non è facile: «Io per un paio di giorni ho avuto la sensazione che le cose potevano non andare bene per me. Non smetterò mai di ringraziare per la vicinanza gli operatori sanitari, i familiari e gli amici che mi hanno aiutato a superare quel momento. Nel mio caso il sistema immunitario ha reagito positivamente, ma ci sono stati anche giovani che nelle mie stesse condizioni e senza patologie pregresse non ce l’hanno fatta. E’ una malattia che non conosciamo e non sappiamo perché aggredisce violentemente alcuni organismi mentre altri presentano sintomi lievi». Un plauso agli operatori sanitari: «Sono stati veramente bravi, hanno avuto una grande umanità. Tutto questo ci ricorda quanto sia importante difendere la sanità pubblica».

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