Pasquetta tra deserti e silenzio
La provincia resta a casa (FOTO)

VIAGGIO in alcune mete tradizionali del lunedì di Pasqua, dalla montagna alla costa, oggi completamente deserte per l'emergenza coronavirus
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Il lungomare nord di Civitanova deserto (foto Federico De Marco)

 

di Monia Orazi

Un lunedì di Pasquetta avvolto dal vuoto e dal silenzio, dall’entroterra maceratese fino alla costa, nel periodo di quarantena imposto a tutta Italia per il Covid 19.

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Il lago di Fiastra

 

Vuote ed abbandonate alla maestosa bellezza della natura, sono rimaste per tutta la giornata le tradizionali mete montane scelte per la tipica gita fuori porta con famiglia ed amici. Non c’è quasi nessuno in giro, tranne i mezzi degli uomini del Cnsas (Soccorso alpino), forestali, carabinieri e gli uomini dell’esercito a controllare le poche auto in circolazione. Oggi pomeriggio Cronache Maceratesi ha compiuto un viaggio nella parte interna della Provincia, dove si incontrano solo pochi camminatori solitari nei paesi. A farla da padrone in una giornata primaverile dal clima mite, con temperature intorno ai 18 gradi, sotto un cielo nuvoloso, sono solo il soffio del vento ed il rumore dei ruscelli. Già subito dopo Camerino, passando per Muccia, colpisce percorrendo la vecchia statale 77, vedere la superstrada Valdichienti libera dal traffico. Andando verso Fiastra la strada è libera, si incontra solo un carro funebre diretto chissà dove. Solo un anziano sonnacchioso siede fuori casa a Colle di Fiastra, una volta arrivati a San Lorenzo al Lago, spazio libero ovunque, tra i parcheggi vuoti.

 

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I parcheggi vuoti a San Lorenzo al Lago

 

Stridono i ricordi di un lago di Fiastra preso d’assalto da migliaia di persone, comitive di ragazzi, famiglie, amici che fanno le grigliate, nelle giornate festive primaverili. Oggi è solo vuoto e silenzio, solo un camminatore solitario dal maglione grigio percorre il sentiero intorno al lago, transitano veloci gli uomini in tuta rossa e gialla del Cnsas.

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Un camminatore solitario al lago di Fiastra

 

Sono libere le panche di legno, le rive dove oggi se fosse stata una giornata normale, sarebbe stato difficile trovare posto, a meno di non partire al mattino presto. Il suono della campana e l’abbaiare di cani lontani sono il saluto del lago solitario. Salendo a Bolognola è vuota la graziosa piazzetta, dove compare sulla porta del circolo il cartello meme dei tempi del Coronavirus “andrà tutto bene” con il suo arcobaleno colorato. Nel paese dove i bambini giocano ancora per strada, come recita il cartello all’ingresso del borgo, i giardini sono vuoti. A Pintura stesse scene di vuoto e silenzio.

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Pintura di Bolognola

 

Solo il vento fa rumore salendo lungo la strada, sono liberi dalla presenza umana i sentieri dei Sibillini, fermi gli impianti da sci che attendono una nuova stagione, più fortunata dell’inverno appena finito. Andando verso la Valnerina, sono chiusi e con i parcheggi vuoti, alcuni agriturismi tra Fiastra, Visso e Valfornace, di solito pieni di gente a Pasquetta e per i ponti di primavera. A Cupi, sull’altopiano poco prima di Macereto, le uniche presenze a parte i carabinieri forestali che vigilano sui monti, sono le placide mucche di un allevamento della zona ed alcuni recinti di pecore.

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Cupi, Visso

Proseguendo imponente e solitario si staglia nella sua secolare bellezza, contro il cielo nuvoloso il santuario di Macereto, circondato dal prato verde attende urla dei bimbi e allegre scampagnate di giovani, che oggi non sarebbero di certo mancate.

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Da Vallestretta si scende ad Ussita, dopo aver alzato lo sguardo verso un Monte Bove nudo della sua croce in ferro, caduta qualche giorno fa, nella piazza e nell’area commerciale non c’è nessuno, solo qualcuno che passeggia lontano, verso l’area Sae. Un gatto si gode beato lo spazio tutto per lui.

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L’area commerciale di Ussita deserta

 

Anche a Visso la fresca bellezza del laghetto è avvolta dal silenzio, non ci sono i gruppi di motociclisti, le famiglie che fanno i picnic, ragazzi che giocano a biliardino o a pallone, i più piccoli sullo scivolo ai giardinetti. Nulla di tutto questo, poche le persone che camminano, vicino alle Sae. All’inizio di Via Cesare Battisti, come i mesi subito dopo il terremoto, ci sono gli uomini dell’esercito che vigilano sul rispetto della quarantena.

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I controlli dei militari a Visso

 

Anche a Civitanova ha vissuto una Pasquetta inedita e surreale. Lungomare deserto, transenne alle piste ciclabili e nessuno in giro nemmeno nel corso principale della città.

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Transenne al lungomare sud

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Civitanova

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Pintura di Bolognola

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I Laghetti di Visso

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Il cantiere del centro donato dal Papa a Ussita

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