Attracco meccanizzato per il centro,
il progetto c’è dal 1985

MACERATA - Realizzato dall'architetto Alfredo Lambertucci, posto a base dell'appalto concorso vinto nel 1987 da un'Impresa di Tolentino (poi improvvisamente annullato), prevedeva il collegamento tra viale Leopardi e piazza della Libertà attraverso l'autosilo di via Armaroli. Lo ricorda l'architetto Silvano Iommi
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Planimetria generale del collegamento tra il belvedere e la piazza

 

di Silvano Iommi *

Ai candidati sindaco di Macerata vorrei suggerire che alcune cose utili per prenotare un futuro migliore da offrire alla città, possono ritrovarsi anche nel recupero di vecchie idee che (per scarsa lungimiranza), vennero trascurate in passato.

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L’architetto Silvano Iommi

Se da un lato è vero che la storia urbana ed economica di Macerata è costituita da una sommatoria di incompiute e progetti abbandonati, dall’altro è altrettanto vero che nei decenni a cavallo del terzo millennio, caratterizzati dal micidiale mix di globalizzazione e competizione territoriale che localmente ha drammatizzato i ritardi della città, è scomparsa anche la capacità e la volontà di elaborare nuovi progetti di rilancio.

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Lo schema del percorso sotterraneo

Fare l’elenco degli obbiettivi mancati e delle opere incompiute sarebbe lungo e noioso, basterebbe ricordare solo che oggi la città è più isolata e meno attrattiva non solo rispetto a quando era considerata “l’Atene del Piceno”, ma anche rispetto al secondo dopoguerra quando ospitava annualmente l’expo regionale della piccola e media impresa, aveva la più florida banca regionale, apriva settimanalmente la borsa del più importante mercato zootecnico del medio Adriatico, ospitava un centro di addestramento militare d’eccellenza, custodiva il più significativo centro direzionale, culturale e commerciale naturalmente in centro storico. Tutte funzioni pratiche e simboliche che sostenevamo il magnetismo territoriale della città e, quindi, la sua economia prevalentemente di tipo terziario-commerciale. Oggi, dunque, occorre avere il coraggio di ripescare alcune idee utili, tra queste vedo come prioritario l’attracco meccanizzato ideato nel 1985 dal professor architetto Alfredo Lambertucci, posto a base dell’appalto concorso vinto nel 1987 da un’Impresa di Tolentino (poi improvvisamente annullato), il cui progetto prevedeva il collegamento tra viale Leopardi e Piazza della Libertà attraverso l’autosilo di via Armaroli. A quella ponderata soluzione aggiungerei solo un modesto aggiornamento, la creazione di una leggera “spanciatura” del marciapiede del viale per realizzare il “belvedere Leopardi” affacciato sul sottostante “parco delle fonti”.

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Madonna col bambino, l’icona affrescata del XVI sec.,

Il doppio filare di alberi da impiantare tra il viale e il belvedere mitigherebbe la presenza dei circa 200/220 stalli-auto, da destinare ad utenti e addetti del centro storico, facendo partire da li il percorso meccanizzato sub-orizzontale sino ad uscire proprio sotto l’icona affrescata del XVI sec., presente nel secondo locale dell’attuale posto di Polizia nel Palazzo della Prefettura (ex cappellina del vecchio Palazzo Apostolico).

  • * Silvano Iommi, architetto ed ex consigliere comunale di centrodestra

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La sezione trasversale del Palazzo del governo

 

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La Madonna in Prefettura

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Il parco delle fonti



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