Reddito di cittadinanza, Cherubini:
«Ecco come funzionano i Puc»
MACERATA - Il consigliere comunale M5s ha approfondito la novità dei Piani di utilità pubblica: «Prima di tutto è necessario che il Comune interessato vada ad avviare la progettazione»

Roberto Cherubini, consigliere comunale dei 5 Stelle
Reddito di cittadinanza tra sostegno e nuovi obblighi. A spiegare le novità introdotte dai decreti attuativi è Roberto Cherubini, consigliere del Movimento 5 stelle che ha approfondito la questione anche nell’ultimo Consiglio comunale in risposta all’ordine del giorno sul tema di Ivano Tacconi (Udc).
«I Comuni sono autorizzati alla pubblicazione dei bandi per il progetti di pubblica utilità nei quali potranno essere impiegati i beneficiare della misura di sostegno al reddito. Nuovi obblighi, quindi, ci sono per i percettori del reddito di cittadinanza, i quali oltre a dover sottoscrivere il Patto per il lavoro e rispettare la condizionalità prevista dalla politica attiva hanno anche il dovere di rendersi disponibili allo svolgimento dei lavori di pubblica utilità (i cosiddetti Puc, ossia Progetti utili alla comunità)», spiega Cherubini. Le attività messe a bando dai Comuni «non potranno riguardare sostituzioni di personale dipendente dall’ente pubblico proponente (o dell’ente gestore, nel caso si trattasse di esternalizzazione di servizi o dal soggetto del privato sociale). I beneficiari del reddito di cittadinanza, quindi non potranno essere chiamati per sopperire a temporanee esigenze di organico, ad esempio nei periodi in cui c’è una maggiore intensità di lavoro, ma dovranno limitarsi a quelli che sono i lavori di pubblica utilità. Che cosa sono i lavori di pubblica utilità? Si fa riferimento a quelle prestazioni non retribuite inerenti a Puc. Ad esempio prestazioni svolte in favore di persone anziane, di bambini o di extracomunitari. Oltre a questi possono essere considerati tali anche quelli svolti presso la Protezione civile, o anche le attività finalizzate alla tutela del patrimonio pubblico o ambientale (come la cura dei parchi pubblici). Infine, sono lavori di pubblica utilità tutte le altre attività pertinenti alla specifica professionalità della persona».
Cherubini affronta poi il tema di obblighi ed esenzioni. «Prima di tutto è necessario che il Comune interessato vada ad avviare la progettazione, così da definire ogni singola attività che si potrà svolgere. I soggetti obbligati sono indicati dal decreto 4/2019 e non si possono superare le otto ore settimanali. Sono esonerati coloro che hanno compiuto 65 anni, lavorano, studiano, hanno una disabilità, si prendono cura di un disabile grave o non autosufficiente, si prendono cura di un minore con meno di tre anni, hanno problemi di salute tali da non permettere un’attività di lavorativa (compresa la gravidanza), chi conserva lo stato di disoccupazione e infine chi è impegnato attivamente in un corso di formazione per il raggiungimento della qualifica o del diploma professionale. E’ bene precisare che anche queste categorie possono comunque decidere di partecipare a questo tipo di attività». Cherubini ricorda infine che «nel comune di Macerata sono circa 600 le domande accolte a oggi. Sono tante persone che oggi così respirano. Le domande accolte in provincia sono circa 3mila più le pensioni di cittadinanza».
(Fe. Nar.)
«Il Comune faccia lavorare chi ha il reddito di cittadinanza»
“alla terza proposta di lavoro che il beneficiario del reddito rifiuterà, gli verrà tolto il sussidio”.
Esiste in Italia un caso in cui chi abbia il reddito sia stato chiamato per una prima proposta di lavoro?
…”rendersi disponibili per lavori di pubblica utilità”!! Mah, come farà, ad esempio, una persona che percepisce il reddito di cittadinanza ed ha un posto di lavoro “in nero”, a rendersi disponibile, anche lì bisognerà concordare gli orari, altrimenti il “percepitore” rischia di perdere il…lavoro, eh!! gv
Per Vallesi. Con i potenti mezzi della tecnologia lo Stato può conoscere gli spostamenti di una persona qualsiasi. Siamo tutti tracciabili e anzi tracciati (e rintracciati).
…ah, signor Iacobini, bene, quindi se, con i potenti mezzi, lo stato vede qualcuno lavorare “in nero”, pur percependo il reddito di nullafacenza, lo chiamano quando ha finito il turno, per lavori di pubblica…duttilità!? gv