Fugge all’alt,
scatta l’inseguimento:
si schianta contro la volante
CIVITANOVA - Denunciato un 20enne romeno che era stato fermato nel corso di un controllo ed è scappato in modo rocambolesco. E' stato rintracciato a distanza di alcune ore
di Laura Boccanera
Scappa all’alt e fugge per le vie della città: inseguimento nella notte a Civitanova, il fuggitivo provoca un incidente con l’auto della polizia che gli stava alle calcagna. Scene da film nella notte nel quartiere di San Marone, dove un ragazzo romeno di 20 anni è scappato al controllo della volante che lo aveva fermato. Il romeno era destinatario di un provvedimento del giudice che lo obbligava a rimanere a casa nelle ore notturne, provvedimento notificato in quanto responsabile di reati a lui ascritti per rapina e associazione a delinquere.
Alla guida dell’auto il 20enne ha imboccato in senso contrario alla marcia la via che dal cimitero conduce verso la chiesa di San Marone e una volta giunto allo stop ha voltato a destra. Subito dietro la volante del Commissariato che però, appena svoltato verso via Cecchetti si è ritrovata il muso dell’auto del romeno di fronte. Con una manovra azzardata il 20enne aveva tirato il freno a mano, girando il muso in senso contrario e così ha provocato un incidente con l’auto della polizia. Gli agenti, a causa dell’impatto, hanno dovuto fermare la volante che ha riportato danni all’asse rendendo impossibile la marcia. Nel frattempo il romeno, A. I. F. ha fatto perdere le sue tracce ed è scappato. Grazie ad un lavoro capillare di visione delle immagini iniziato questa mattina presto la polizia è risalita alla targa del veicolo utilizzato e all’identità del responsabile. L’ufficio delle volanti e controllo del territorio del Commissariato per tutto il giorno ha cercato di rintracciarlo. Nella sua abitazione del quartiere Fontespina che condivide con la madre il giovane non aveva fatto ritorno. Le immagini di videosorveglianza hanno ancora una volta offerto supporto: per tutto il giorno il romeno ha cercato di nascondersi rifugiandosi nella zona industriale e nella prima periferia della città. Solo nel primo pomeriggio il personale è riuscito a rintracciare prima l’auto completamente sfondata e poi lui. Si trovava seduto su di una panchina del parco di Santa Maria Apparente, accanto al campo sportivo. E’ stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e inosservanza del provvedimento del giudice. Ferito un agente che a causa dell’impatto ha riportato 8 giorni di prognosi.


La prossima volta speriamo che si schianti contro un palo.
Tutto sommato è preferibile mantenersi lavorando.
Non deve esserci una prossima volta, perché potrebbe fare di peggio, bisogna solamente spedirlo al proprio paese d’origine e schedarlo come persona NON DESIDERATA
…ecco, lo sapevo, un altro romeno de Roma, e questi italiani rassisti sempre a prendersela con i poveri stranieri, che si, alcune volte (appena appena nel 32% dei casi…), commetteranno qualche furto, qualche reato, qualche stupro, ma dobbiamo considerare da quali tragiche e drammatiche situazioni arrivano qui in Italia, poverini, tutti dimagriti e smunti, dove, in più, trovano un popolo in maggioranza fassista, xenofobo e rassista…che vergogna!! gv
in Romania la polizia lo avrebbe massacrato appena arrestato, poi avrebbero continuato in questura e poi dopo la condanna, in carcere. Qui siamo tutti democratici, progressisti, progressivi alla pazzia, buoni cattolici e tutti fratelli, anche quando ti stuprano, di derubano, ti ammazzano. Come sarebbe piacevole se tutti questi democratici, progressisti, siamo tutti fratelli, provassero sulla loro pelle le piacevoli attenzioni dei criminali. Forse vorrebbero che intervenisse un poliziotto di Pignataro a difenderli. Purtroppo, i criminali sanno cosa siamo e quindi si comportano di conseguenza.
A Stefano Cucchi è successo tutto quello che lei dice,arrestato e picchiato a morte senza la possibilità di curarsi,in Italia e non in Romania.Ci son voluti dieci anni,ma soprattutto la tenacia della famiglia e il pentimento di un agente per venire a capo di questa infamia.Il carcere deve essere in un paese civile un luogo di redenzione e non il principio dell’inferno.Mi vergogno di molti concittadini che hanno perso il senso della vita,della civiltà e del cristianesimo.
Alberto Poloni: in Italia è successo una volta. In Romani avviene sempre. Come in Francia. Quanto ai buoni cristiani non violenti e pieni di fratellanza verso tutti, pure verso gli assatanati, vorrei che si trovassero in quelle situazioni dell’Africa Nera, dove, prima di ammazzarti e mangiarti, ti torturano. Avveniva in Congo con i ribelli Simba, foraggiati con armi comuniste e con il “Che” presente. Quei civili e quei religiosi gioivano quando arrivavano i mercenari bianchi a salvarli, ben felici di vedere i Simba che morivano. Forse c’era pure qualcuno che era felice di morire martire. Ma non ci credo. Infatti, ci furono dei missionari, oltre al più noto padre Angelo Pansa, che pigliarono le armi date dai mercenari per salvare altri innocenti, ammazzando i Simba.
I tipi come Alberto Poloni sono pronti a difendersi, o a farsi difendere, oppure, da buon cristiano, direbbe “fratelli, squartatemi”.
Dopo un miscuglio storico geografico culturale psichedelico non sò dovuto a cosa,ritorniamo al nocciolo della questione.Quando un delinquente qualsiasi viene assicurato(noti bene il termine che si usa in Italia)alla Giustizia questi viene tutelato come ogni altro cittadino in attesa di giudizio.Se ci sono paesi che non seguono questi standard non vuol dire che dobbiamo regredire noi ma forse è auspicabile che si civilizzino loro.Io dal mio canto non voglio Agenti di Sicurezza peggiori dei delinquenti che combattono ed il carcere deve servire per rieducare e non per sfornare belve inferocite.I tipi come Alberto Poloni in questo momento hanno più paura dei barbari nostrani che non degli squartatori Simba, comunque lotteranno per sconfiggere sia gli uni che gli altri.”Che”Poloni,Hasta la victoria siempre!