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Processo cannabis light, +Europa:
«C’è vento proibizionista,
serve una legge urgente in materia»

ANCONA - Così il coordinatore regionale Mattia Morbidoni dopo le assoluzioni di ieri dall'accusa di spaccio
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Il sequestro del giugno 2018 all’Indoornova

 

«L’assoluzione dei titolari di un negozio di cannabis light di Ancona ci porta a ribadire con forza il nostro sostegno al disegno di legge presentato dalla senatrice Emma Bonino per mettere ordine nel settore. Abbiamo seguito fin dall’inizio la vicenda giudiziaria dei due commercianti del capoluogo dorico, che, come tanti altri imprenditori, avevano aperto un’attività legale, come stabilito dalla legge 242 del 2016. Poi le recenti interpretazioni differenti e restrittive hanno gettato gli operatori nell’incertezza. La sentenza del gup del tribunale, che ha scagionato gli imputati perchè il fatto non costituisce reato, conferma la necessità di un intervento urgente del legislatore per regolamentare la materia».  Così Mattia Morbidoni, coordinatore del gruppo + Europa Marche, che, in vista delle prossime elezioni regionali, sta anche preparando una proposta di legge specifica a tutela della filiera locale della canapa: dai coltivatori e negozianti.  Il coordinatore è intervenuto all’indomani della sentenza che ha scagionato dall’accusa di spaccio Alfonso Nicosia e Lorenzo Castignani, gestore di fatto e titolare dell’Indoornova Grow Shop di via XXIX settembre. «Riguardo la cannabis light, purtroppo nelle Marche – prosegue Morbidoni – spira un forte vento proibizionista, pur trattandosi di un settore che ha generato migliaia di posti di lavoro. Ricordo che stiamo parlando della canapa sativa, che nulla ha a che vedere con la indica da cui si ricavano hashish e marijuana e che chi ha investito nella sua produzione e trasformazione ha anche recuperato una grande tradizione italiana».

 

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