Arriva l’influenza,
boom di accessi al pronto soccorso

MACERATA - Nel momento "più caldo" c'erano 50 pazienti. Il primario, Emanuele Rossi: «Nonostante l'incredibile affluenza, siamo riusciti a tenere la situazione costantemente sotto controllo. Il picco del virus sarà sotto Natale. Se non si hanno patologie gravi, prima che da noi è meglio rivolgersi al proprio medico»
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L’ingresso del pronto soccorso

 

di Giacomo Gardini

Arriva l’influenza e, con lei, un boom di accessi al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata. E’ successo oggi pomeriggio, quando le corsie e le sale del punto di primo intervento maceratese sono state affollate da numerosi pazienti, circa una cinquantina nel momento più caldo, costringendo gli infermieri a fronteggiare una vera e propria ondata di richieste. Gran parte degli interessati si è presentata lamentando lievi difficoltà respiratorie, o comunque patologie correlate all’influenza ormai alle porte, andando ad intasare il naturale scorrimento veloce della fila.

«Sta iniziando l’influenza – spiega Emanuele Rossi, primario del pronto soccorso di Macerata – e il culmine della curva ascendente del contagio arriverà proprio a ridosso delle festività natalizie. Oggi, nonostante l’incredibile affluenza di pazienti, siamo riusciti a tenere la situazione costantemente sotto controllo, merito soprattutto dell’impeccabile operato dei nostri infermieri».

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Emanuele Rossi, primario del pronto soccorso di Macerata

Ma un rimedio, almeno in caso di lievi patologie come questa, ci sarebbe, sottolinea il primario. «Il primo presidio medico da consultare – precisa – è il medico curante o, nel weekend, la guardia medica. Sopratutto in casi come quello di una semplice influenza, quindi di ordinaria amministrazione. Il paziente oggigiorno tende sin troppo spesso a scavalcarlo, rivolgendosi al pronto soccorso, che invece dovrebbe essere dedicato a casi ben più gravi, di assoluta emergenza». A tal proposito, è eloquente l’analisi del trend degli accessi al punto di primo intervento di Macerata negli ultimi tre anni. Dai 29mila del 2016, infatti, si è passati a ben 40mila nel 2018, riconfermati anche quest’anno, per un aumento di quasi il 35%. «Noi teniamo botta, sempre – conclude il primario – pronti ad accogliere fino a 105-110 accessi al giorno. Tuttavia, un aiuto importante potrebbe arrivare anche dagli stessi pazienti, evitando di bypassare il loro medico curante. Ripeto, solo e soltanto in caso di patologie non gravi».

 



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