Amianto sui capannoni Furiasse,
Buldorini denuncia:
«Sono ancora della famiglia del sindaco»

APPIGNANO - L'edificio è stato messo all'asta ma non trova acquirenti. Il Comune è già intervenuto a tamponare la situazione senza rientrare del credito. Il consigliere leghista annuncia un esposto al prefetto di Macerata per conflitto di interessi. «E' in gioco la salute pubblica e Calamita non è libero di scegliere»

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Buldorini

Daniela Pigotti, Elisa Pelagagge, Luca Buldorini e Felice Munafò

 

di Gabriele Censi

La questione amianto infuoca il dibattito politico ad Appignano. L’opposizione guidata dal leghista Luca Buldorini annuncia un esposto al prefetto per il caso dei capannoni Furiasse, sollevato già nel 2013 da un comitato di cittadini e ancora non risolto. A margine della conferenza non manca anche il tema di bandiera del partito con l’allarme sul presunto arrivo di 30 immigrati nel territorio. Per quanto riguarda l’edificio Furiasse, l’area è stata sottoposta ad una bonifica parziale del materiale in eternit, ma restano ancora 1500 metri quadri di superfice su cui intervenire. «Dopo la crisi economica che ha azzerato il polo del mobile, è il più grande problema di Appignano. Abbiamo ricostruito l’intera vicenda attaverso l’accesso agli atti e emergono gravi inadempienze e conflitti di interesse dell’amministrazione – dice Buldorini -.  Il sindaco Mariano Calamita ha detto in campagna elettorale che quelle proprietà non avevano nulla più a che fare con la sua famiglia (i suoceri) ma così non è, c’è un concordato e le aste sono andate deserte. L’edificio al catasto risulta oggetto di un frazionamento di cui non risulta nulla al Comune». 

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Il capannone in eternit oggetto della denuncia

Buldorini, con accanto i consiglieri Elisa Pelagagge e Felice Munafò, e l’avvocato Daniela Pigotti, militante leghista di Ancona che ha dato la consulenza legale, ha ricostruito la cronologia della vicenda. Nel dicembre 2012 una segnalazione dei cittadini, costituiti in comitato,  sulla pericolosità nella zona dove è presente anche una scuola mette in moto i controlli e l’Asur chiede nel giugno del 2014 l’intervento di bonifica entro un anno. Il comitato segnala l’inadenpienza nell’aprile 2015 e ad agosto il comune emette l’ordinanza per la bonifica «Allora era già presente come consigliere l’attuale sindaco – ricorda Buldorini -, poi e nel maggio 2016 parte l’esposto alla procura del comitato e l’azienda viene condannata per inadempienza. Nel luglio 2016 il comune approva le opere in sostituzione della ditta. Dopo sollecito dell’Asur e i lavori vengono affidati a luglio 2017, in ottobre viene avviata la procedura di recupero verso Furiasse che è tuttora aperta. Poi il Consiglio stanza ulteriori fondi per il recupero dell’edificio. Tutto si è svolto con l’assenso dell’opposizione di allora». La vicenda arriva ad oggi senza soluzione ma con una perizia («fatta da tecnico di parte e non da quello comunale», precisa Buldorini) che enuncia valori che giustificano un intervento con solo copertura senza rimozione. Il comune ha stanziano per questo intervento 16mila euro. «Soluzione che non accettiamo perchè l’edificio in abbandono è fatiscente è potrebbe crollare con una scossa tellurica o una pesante nevicata, meglio intervenire con 40 mila euro per la rimozione, ma questa operazione mette in difficoltà il sindaco perchè andrebbe a triplicare il valore sul mercato del capannone dando un vantaggio al privato, ovvero al suocero.  Ricordo anche che con aste deserte ripetute, da codice di procedura civile,  il bene può tornare nella disponibilità del proprietario. Tutto questo è grave e ho già incontrato il prefetto a cui invierò un esposto. Il sindaco è legittimato a condurre l’amministrazione nell’interesse dei cittadini e tutelando la salute pubblica?»

Furiasse-5-400x300Nel frattempo il Comune ha commissionato uno studio per una mappatura di tutto il territorio con droni, per lanciare l’obiettivo amianto free, stanziando un fondo per mettersi in regola entro 90 giorni con un rimborso del 30%. «Una scelta che penalizza i più poveri che non riusciranno a fare le opere  in tempo perdendo il rimborso e rischiando una sanzione, mentre a spese del pubblico  resta la vicenda Fuoriasse» conclude Buldorini. Munafò si sofferma sui lavori del consiglio della settimana scorsa ripresi in video a costi in carico al gruppo di minoranza. «Hanno temporeggiato mettendo in fondo ai punti dell’ordine del giorno le nostre interrogazioni sull’amianto portando la discussione fino alle 4 e mezza del mattino e dopo sette ore e mezza anche l’operatore video aveva esaurito batterie e schede di registrazione. Non sono abituati alla trasparenza, sono lì da decenni, Messi addirittura da una trentina di anni. Ma noi non molliamo, soprattutto sulla salute e Appignano qualche problemino ce l’ha, come ho modo di vedere ogni giorno lavorando nella farmacia».

A margine della conferenza stampa Buldorini tocca anche il tema immigrati dicendosi preoccupato per il presunto arrivo di 30 ospiti in un edificio privato nel territorio di Appignano: «Sappiamo per certo che arriveranno, un problema grave che andremo ad affrontare,  sto aspettando risposta dagli accessi agli atti, e sono già passati i 30 giorni massimi, il sindaco Messi e l’attuale Calamita non hanno fatto niente per opporsi all’arrivo di persone di oscura provenienza. Siamo preoccupati per la gestione della sicurezza con una caserma dei carabinieri con poco personale e i vigili urbani a part time».

 

 

 

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