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Il medico legale della difesa:
«Ferite di Azka dovute all’investimento»

CORTE D'ASSISE - Adriano Tagliabracci ha testimoniato oggi in tribunale a Macerata al processo per la morte della 19enne. Imputato è il padre
mercoledì 9 Ottobre 2019 - Ore 19:32 - caricamento letture
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Il medico legale Adriano Tagliabracci oggi in tribunale

 

«Le ferite trovate sul viso di Azka Riaz sono compatibili con l’investimento». A dirlo al processo di corte d’assise che si sta svolgendo al tribunale di Macerata il medico legale Adriano Tagliabracci che è consulente della difesa di Muhammad Riaz, il padre della 19enne che deve rispondere di omicidio volontario. La ragazza, secondo l’accusa, sarebbe stata picchiata dal padre e poi finita a terra in mezzo alla provinciale 485 a Trodica di Morrovalle e investita e uccisa da un’auto che stava passando. L’episodio risale al 24 febbraio 2018.

Muhammad Riaz

Il medico legale della difesa ha portato in aula oggi una tesi che contrasta con i riscontri dei medici legali che si sono occupati dell’autopsia e che dicono che la ragazza aveva delle ferite, all’orbita e alla mandibola, non compatibili con l’investimento e che risalirebbero a qualche minuto prima della morte. Secondo Tagliabracci «le ferite sono state causate tutte dal medesimo urto. Le ferite alla mandibola e al volto sono state causate dall’investimento. Secondo noi l’auto è passata sopra al corpo della ragazza e alla testa» ha spiegato il medico legale. «Le auto moderne sono progettate per non schiacciare a terra una persona se la investono ma per caricare il corpo e proiettarlo in avanti ad alcuni metri – replica l’avvocato Paolo Carnevali, che assiste tre figli di Riaz, parte civile al processo –. Non si può sostenere che la ragazza sia stata schiacciata con l’investimento. Succedeva con le auto anni Sessanta e Settanta». Il processo è stato poi rinviato al 23 novembre per sentire altri testimoni della difesa. L’imputato è assistito dall’avvocato Francesco Giorgio Laganà. Anche la madre dei Azka è parte civile, tutelata dal legale Maurizio Nardozza.

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