Unimc a caccia di immobili, 13 offerte:
ci sono anche Mestica ed ex Monachette

MACERATA - L'Ufficio tecnico esaminerà le proposte per poi acquistare uno degli stabili proposti da pubblici e privati
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La ex Mestica

Tredici proposte di immobili per Unimc. L’ateneo del capoluogo, dopo il fallimento dell’operazione ex Upim, è alla ricerca di nuovi spazi per far fronte al calo di strutture dovuto al terremoto 2016. La ricostruzione va a rilento e, visto il costante aumento di iscritti, il rettore Francesco Adornato è corso ai ripari con un bando di ricerca immobiliare per pubblici e privati. Le proposte arrivate sul tavolo dell’Ufficio tecnico sono lo stabile ex Mestica di via del Convitto, di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti dopo la cessione del Comune di Macerata,  l’ex convento delle Monachette di via Armaroli di proprietà dell’imprenditore Domenico Intermesoli, lo stabile di via Martiri di Montalto già sede della Coturfidi. Fra le proprietà di privati ci sono proposte in viale Piave (ex clinica, poi sede della Tim), via Pesaro, via IV Novembre, piazza Pizzarello, via Marchetti (ex cinema Cairoli), via Dante Alighieri (ex Inam di fianco ai Salesiani) e galleria Luzio di fronte al liceo Leopardi.

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Il cortile delle ex Monachette

Ora l’ufficio tecnico dell’ateneo dovrà  valutare le proposte e quindi acquistare uno stabile dai privati o dagli enti pubblici che si sono fatti avanti. Con ogni probabilità entro la fine di ottobre la pratica sarà esaminata dal Senato accademico che dovrà prendere posizione sulle proposte, affiancate dalla valutazione tecnica rispetto al rapporto costi-benefici. Tra gli aspetti che influiranno nella scelta potrebbe esserci la volontà, manifestata in più occasioni dal rettore Francesco Adornato, di lasciare le sedi nel centro storico di Macerata.
I requisiti posti dall’università erano: l’edificio deve sorgere nel territorio del comune di Macerata, all’interno di un’area estesa poco al di fuori della cinta muraria fino a ricomprendere, tra le principali direttrici, corso Cavour e corso Cairoli. La superficie lorda deve essere compresa tra i tremila e i cinquemila metri quadri, da dividere tra aule universitarie, uffici e alloggi o foresteria. La struttura inoltre deve essere nuova o di recente costruzione oppure ristrutturata in condizioni assimilabili al nuovo o, ancora, da ristrutturare o riqualificare, oltre ad avere autonomia funzionale e accessi indipendenti. L’immobile deve essere libero da ipoteche, mutui, diritti reali di godimento, vincoli di qualsiasi natura o specie, derivanti da sequestro o pignoramento nonché da ogni eventuale iscrizione o trascrizione pregiudizievole, da vincoli contrattuali o obbligatori.

(Redazione Cm)

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