Stile e imprevedibilità,
il calcio di Arrigo Sacchi
al Cremisi festival (FOTO)

TOLENTINO - Il rivoluzionario ex allenatore del Milan e della Nazionale ha presentato la sua autobiografia, "La coppa degli immortali". Calcio di allora e di oggi a confronto: «Altri tempi, altri modi, altri uomini». Al suo fianco, altri grandi ospiti, tra cui il presidente Figc Gabriele Gravina e i mister Alberto Zaccheroni e Fabrizio Castori. Il presidente del Tolentino Romagnoli: «Portiamo in alto i colori»

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Da sinistra: Fabrizio Castori, Gabriele Gravina, Riccardo Maria Cucchi, Arrigo Sacchi e Alberto Zaccheroni

 

di Giacomo Gardini

«Quando un bambino prende a calci un pallone, lì comincia la storia del calcio». I cento anni di passione Cremisi rivivono negli sguardi emozionati dei tolentinati che, seduti in platea, ricordano le prime gioie del football. Nel corso della seconda serata del Cremisi festival, a Tolentino, sul palcoscenico sale in cattedra il grande calcio. E’ il giornalista Rai Riccardo Maria Cucchi, a presentare l’ex allenatore di Milan e Real Madrid, nonché della nazionale italiana, Arrigo Sacchi. Al suo fianco, i colleghi Alberto Zaccheroni e Fabrizio Castori, insieme al presidente della Figc Gabriele Gravina.

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Il mister Arrigo Sacchi

Ma i riflettori della serata sono tutti per lui, il “profeta di Fusignano”, l’uomo che ha rivoluzionato la storia del calcio, introducendo principi e concetti di gioco assolutamente inediti. Nelle pagine del suo libro, “La coppa degli immortali”, scorrono le immagini delle grandi imprese del Milan dei sogni, e in particolare la conquista della leggendaria Coppa dei Campioni del 1989. «Una storia meravigliosa – commenta Sacchi – recitata da grandissimi uomini, oltre che da eccezionali calciatori. Una squadra formidabile, che è stata celebrata dalla Uefa come una tra le più forti di tutti i tempi». Davanti a una folta platea, l’atmosfera si distende e i protagonisti della serata sbottonano il colletto, lasciandosi andare ad una chiacchierata da veri appassionati del calcio.

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Arrigo Sacchi e Alberto Zaccheroni

Quando Cucchi interroga Sacchi in merito all’utilizzo della Var, il mister è categorico: «Non andiamo mai al cuore del problema, che è la bellezza del gioco – spiega -. Più divertimento e fair play scendono in campo, migliore è la resa dello sport. La verità, ahimé, è che i calciatori italiani simulano tantissimo e gli arbitri non esitano neppure un secondo a fischiare. Siamo un popolo per natura scorretto, non possiamo pretendere che a essere corretto sia un gioco». Poi un particolare aneddoto: «Pochi giorni fa ho ricevuto un filmato da Pep Guardiola – racconta Sacchi -. Allenavo il Milan e la Var ancora non c’era: ci stavamo giocando la semifinale di Coppa dei Campioni con il Real Madrid. Proprio quando eravamo sotto per 1-0, ci è stato annullato un gol netto. Beh, l’unico giocatore che si avvicinò all’arbitro per chiedere spiegazioni fu Van Basten, e lo fece in maniera del tutto educata e civile. Altri tempi, altri modi, altri uomini». «Il calcio dovrebbe essere specchio della nostra società – conclude il mister – proviamo a essere più onesti».

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Il presidente Figc Gabriele Gravina e Riccardo Maria Cucchi

Lo stesso Cucchi riflette sul ruolo dei giornalisti sportivi e ammette che «spesso i dibattiti post-partita non si concentrano sui 90 minuti di gioco, ma sull’operato dell’arbitro. La colpa è anche un pò nostra: dovremmo cercare di non fomentare inutili polemiche». Spazio anche per i pronostici: quali sorprese ci riserverà il prossimo campionato di seria A? «Al di là di papabili vincitori – rivela Zaccheroni – è fondamentale che il calcio italiano torni a essere divertente. Negli ultimi anni, l’asticella si è alzata: sono fiducioso. Torneremo a competere con i top club europei». Decisamente più mirato l’intervento di mister Castori: «Il campionato, ad oggi, è il più equilibrato degli ultimi anni. Il Napoli è molto più vicino alla Juventus: la coppia di centrali difensivi Manolas-Koulibaly è unica al mondo, gli acquisti sono stati azzeccati a mio avviso. Poi c’è l’Inter di Conte, che saprà rivelarsi molto competiva: Antonio ha già apportato nell’ambiente nerazzurro la sua mentalità vincente». Momenti di grandissima emozione quando il presidente Gravina ha ricordato il coraggio di Sinisa Mihajlovic, che sta lottando contro una terribile malattia: «È stato lui a segnare il 34esimo gol della prima giornata di campionato. Un immenso in bocca al lupo a un leone, dentro e fuori dal campo».

cremisi_festival_2019_arrigo_sacchi2-325x244Tra gli applausi scroscianti del pubblico, il saluto ai grandi ospiti e l’arrivo sul palco del comitato del centenario Cremisi. Il presidente Benedetto Sciapichetti, insieme ad Antonio Taddei e Fabio Mazzocchetti, accompagnati dal presidente del Tolentino Marco Romagnoli, hanno regalato ai cinque invitati una maglietta cremisi personalizzata. «L’emozione è grandissima – commenta il presidente Marco Romagnoli – e insieme a lei arrivano tantissime responsabilità. Il merito per una splendida serata come questa va a tutti coloro che vogliono bene a Tolentino e alla sua squadra. Portiamo in alto i nostri colori, insieme». E mentre un gruppo di piccolissimi tifosi soffia le candeline della torta per il centenario, palloncini cremisi volano in cielo. Proprio come le speranze di una città intera, che da domani riprenderà a fare il tifo per i giocatori della sua squadra del cuore.

 

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Il presidente del Tolentino Marco Romagnoli

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Il mister Fabrizio Castori

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