Brochure di propaganda,
il Pd prende le distanze da Carancini:
«Scelte inopportune»

MACERATA - Consiglieri e segreteria dem uniti contro la decisione della Giunta di pagare 46mila per un resoconto dell'attività di amministrazione affidando l'incarico senza gara ad un consulente di fiducia di Pizzarotti: «La delibera è stata presa in una seduta con la sola presenza, oltre al sindaco, della vicesindaco e due componenti su otto, in un percorso che non è stato condiviso»
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Il gruppo consiliare del Pd

 

«La delibera di giunta è stata presa in una seduta con la sola presenza oltre al sindaco, della vicesindaco e due componenti su otto, in un percorso che non è stato condiviso con il gruppo consiliare neppure con la segreteria cittadina». I consiglieri del Pd e la segreteria del partito di Macerata prendono le distanze dal sindaco Romano Carancini, proprio nel giorno della batosta sulla vicenda di via Trento (leggi l’articolo) e in particolare dalla scelta, già ampiamente criticata dal consigliere di opposizione Andrea Marchiori, di pagare 46mila euro a una società privata (peraltro vicina al sindaco di Parma Pizzarotti, nel cui movimento è confluita la vicesindaca Stefania Monteverde) un rendiconto dell’attività amministrativa.

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Romano Carancini

Una vera e propria propaganda pagata con i soldi dei cittadini, secondo la lettura di Marchiori. I dem contestano non tanto la sostanza, quanto il metodo. Insomma il solito refrain che va avanti da 10 anni: Carancini è accusato per l’ennesima volta di decidere da solo, senza concertazione col partito di riferimento. E’ questo è solo uno degli ultimi casi in questi due mandati, forse però uno dei pochi in cui l’attacco arriva all’unisono da gruppo consiliare e segreteria. A firmare il documento infatti sono: Stefano Di Pietro, Paolo Micozzi, Alessia Scoccianti, Chiara Bisio, Aldo Tiburzi, Paola Ottaviani, Caterina Rogante, Ulderico Orazi, Ninfa Contigiani, Mirella Staffolani, Paolo Manzi.

Ecco il testo scritto dai dem:

«Per evitare la solita confusione strumentale e il solito polverone sollevato ad arte da esponenti dell’opposizione, in merito alla questione inerente “la predisposizione di una rendicontazione dell’attività amministrativa di mandato, dei suoi risultati e della percezione degli stessi da parte della cittadinanza e degli stakeholders di riferimento” di cui alla deliberazione di giunta comunale 233 del 27 giugno 2019 ed alla successiva determinazione del dirigente del Servizio Servizi alla Persona come gruppo consiliare e come segreteria cittadina Pd riteniamo opportuno chiarire che: i provvedimenti amministrativi sopra richiamati sono perfettamente legittimi e rispondenti alle norme vigenti nonché alla prassi attuata da amministrazioni a fine mandato di qualsiasi connotazione politica proprio per dare ai cittadini tutti gli strumenti e la massima capacità valutare il lavoro fatto. Nel merito tuttavia le scelte ci sembrano inopportune e bene avrebbero potuto essere attuate seguendo modalità diverse, così da non concedere alcun dubbio e valorizzare pienamente gli importanti obiettivi che sono stati raggiunti dall’amministrazione in carica e dalla sua maggioranza. Solo per esemplificare, peraltro, non possiamo non chiarire che la delibera di giunta è stata presa in una seduta con la sola presenza oltre al sindaco, della vicesindaco e due componenti su otto, in un percorso che non è stato condiviso con il gruppo consiliare Pd e neppure con la segreteria cittadina Pd».

 

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