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«Lo Sprar non dà soldi ai migranti,
ma una possibilità di integrazione»

MACERATA - L'assessore Marika Marcolini replica al consigliere Andrea Marchiori: «Analisi errata, fuorviante e pericolosamente strumentale». E si dice preoccupata degli effetti del decreto sicurezza
giovedì 13 Giugno 2019 - Ore 16:30 - caricamento letture
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Marika Marcolini

 

«L’analisi del consigliere Marchiori oltreché errata e fuorviante risulta pericolosamente strumentale soprattutto per l’accostamento automatico tra il tema della migrazione e quello della delinquenza. Pertanto l’amministrazione ha il dovere di fornire ai cittadini le corrette informazioni che danno la reale consapevolezza del fenomeno migratorio e di come questo venga interpretato e gestito dal cosiddetto decreto sicurezza». Sono le parole dell’assessore ai Servizi sociali di Macerata Marika Marcolini, che replica alle accuse di Andrea Marchiori. Il consigliere d’opposizione nella sua analisi aveva sottolineato come più della metà della spesa degli enti pubblici in realtà sia stata utilizzata fino adesso per pagare le spese delle onlus più che essere destinata in senso stretto ai migranti. Plaudendo con il taglio disposto dal Decreto sicurezza (21 euro a persona, contro i 35 di prima) e ricordando la scarsa trasparenza sui conti relativi ai progetti Sprar di Macerata gestiti dal Gus.

«Il sistema Sprar non è concepito per dare soldi ai migranti – ribatte oggi Marcolini – Esso piuttosto investe la maggior parte delle sue risorse per dare una possibilità di integrazione concreta attraverso corsi di lingua e di educazione civica, tirocini formativi, accompagnamento al lavoro, progetti di integrazione sociale. Tutto ciò fa sì che la maggior parte degli ospiti dello Sprar al termine della permanenza nel progetto abbiano un’opportunità di lavoro e una soluzione abitativa, oppure una destinazione verso cui orientarsi. Il sistema del Cas (Centro accoglienza straordinaria), oggi privilegiato a dispetto dello Sprar , si limita a dare una sistemazione alloggiativa provvisoria senza nessuna prospettiva di inserimento nel tessuto sociale. I primi effetti di questo cambio di rotta purtroppo rischiano di emergere già nei prossimi giorni. A quanto ci risulta decine di migranti saranno espulsi dai Cas di Macerata e dei Comuni limitrofi senza che per loro sia prevista una qualsiasi soluzione alternativa».

Andrea Marchiori

Quindi l’assessore continua puntato il dito proprio contro il decreto sicurezza.  «Le ultime misure introdotte dal ministro Salvini – continua Marcolini – restringono di molto la possibilità di inserire i migranti ne i programmi di accoglienza, aumentando il numero dei soggetti che pur avendo diritto di rimanere nel territorio nazionale, in quanto titolari del permesso di soggiorno, non hanno i requisiti per essere accolti. Questa incongruenza produce nuove emergenze sul territorio, perché di fatto smantella il sistema di accoglienza e aumenta la possibilità che i migranti cadano preda di speculatori, delinquenza comune e criminalità organizzata. Il Comune, in un’ottica di collaborazione con la Prefettura, ha più volte richiesto la costituzione di un tavolo di lavoro che si occupasse della gestione del fenomeno, essendo fortemente preoccupato delle conseguenze che le nuove misure possono avere sia in termini di sicurezza che di ordine pubblico. Questa situazione è destinata a peggiorare dal momento che il bando per il rinnovo dei Cas ha visto il disimpegno di quasi tutte le associazioni che si occupano di accoglienza con ricadute negative sia per la capacità di dare risposte positive al fenomeno che in termini occupazionali con il licenziamento di molti operatori. In un momento così delicato evitare di dare informazioni errate è la cosa che ci si aspetta da chi riveste ruoli istituzionali. Piuttosto è auspicabile che le istituzioni concorrano ad una logica di cooperazione immediata per il bene di tutta la città».

Marchiori fa i conti sullo Sprar: «Metà della spesa non arriva agli immigrati»



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