«Affresco di Tulli sbriciolato,
altre opere rischiano la stessa fine»

MACERATA - Gli Amici di Palazzo Buonaccorsi chiedono di salvaguardare le produzioni di Magdalo Mussio, Nino Ricci e Sandro Piermarini che si trovano nella sala convegni dell'Asilo Ricci
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Le opere all’Asilo Ricci

Tre opere da salvaguardare all’ostello Ricci di Macerata. A segnalarlo, sulla scorta dell’affaire Tulli, sul quale si sono espressi diversi maceratesi, gli Amici di Palazzo Buonaccorsi. Si  tratta delle tre opere allocate sulla parete di fondo della sala convegni dell’Asilo Ricci, commissionate dal comune di Macerata alla fine degli anni Novanta a Magdalo Mussio, Nino Ricci e Sandro Piermarini.

«Condividendo il messaggio trasversale improntato al rispetto e alla tutela del nostro patrimonio soprattutto quello diffuso non facilmente riconoscibile – scrive l’associazione –  segnaliamo che sono artisti di caratura nazionale e internazionale allora viventi nella nostra provincia e maestri specialisti di peculiari tecniche artistiche, le opere dovevano racchiudere simbolicamente e rappresentare al meglio la cultura delle arti visive nel territorio.

baLLESI-MOSTRA-e1557305293870-325x309Le tre produzioni, l’incisione su rame di Mussio, la pittura su vetro di Ricci e il bassorilievo in gesso di Piermarini, declinate secondo forme geometriche pure, quadrato, triangolo e cerchio, vennero raccolte in un’ampia cornice rettangolare applicata alla prete per sottolineare e segnalare anche ai più sprovveduti o distratti il loro statuto di opere e come tali titolari di diritti di tutela e conservazione. L’intenzione dell’operazione era quella di rendere palese e tangibile nel salotto buono nel cuore di Macerata ai convegnisti di ogni tempo convenuti da ogni luogo, la naturale vocazione di Macerata a città della cultura. Lo stato attuale delle opere incastonate in una cornice di degrado non è certo un buon segnale sulla mission della nostra città dove cultura dovrebbe far rima con cura, ovvero tutela e attenzione alla fragilità della memoria incarnata nelle sue tracce. Indispensabile dunque censire i beni diffusi e incaricare commissioni di esperti, come da più parti segnalato, da affiancare ai tecnici dell’ufficio tecnico comunale a supporto e garanzia, sia della tutela del patrimonio, sia di chi lavora sul campo dove fragilità ed equilibrio non sono affatto l’eccezione ma la regola».



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