Lucarelli, il signore del noir
affascina il Lauro Rossi:
«Vorrei fermare mafia e fascismo»

MACERATA RACCONTA – Sul palco lo scrittore ha raccontato le sue fatiche letterarie cominciate nel 1990 con Carta bianca. E si è tolto qualche sassolino: «Non sopporto i critici che svelano i finali dei romanzi gialli»

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Loredana Lipperini e Carlo Lucarelli al teatro Lauro Rossi

 

Il grande pubblico lo conosce per come ha raccontato in tv i fatti di cronaca e i misteri d’Italia, a Macerata Racconta Carlo Lucarelli si è presentato nelle vesti di scrittore di noir. Con alle spalle una ventina di romanzi pubblicati. Ieri sera piazza della Libertà era un porto dove centinaia di persone hanno provato a imbarcarsi nella nave del Lauro Rossi. Ma non c’era posto per tutti.

MacerataRacconta_Lucarelli_FF-10-325x216 I maceratesi che sono riusciti a entrare hanno regalato un lungo applauso ad una risposta. Quando la giornalista Loredana Lipperini, con un parallelo tra romanzo e attualità, ha chiesto a Lucarelli “Qual è oggi la locomotiva in corsa che vorrebbe fermare con una mano?”. Lui ha risposto: «Fino a poco tempo fa avrei detto la mafia, oggi le locomotive in corsa da fermare sarebbero due: il fascismo e la mafia». Carlo Lucarelli ha 59 anni e – dal giorno in cui pubblicò il suo primo libro nel 1990 (Carta Bianca) – non ha fatto altro che narrare storie, calandosi nell’Italia delle stragi e della violenza politica come in quella della mafia e dei magistrati che la combattono. «La penetrazione mafiosa – ha detto ieri sera  – è sempre stata la piaga che ha afflitto questo Paese. Negli ultimi tempi arrivano segnali che dicono che le mani andrebbero messe davanti anche alla locomotiva del fascismo». E tornerebbe attuale – secondo lo scrittore – il primo personaggio seriale nato dalla sua penna, il commissario De Luca.

MacerataRacconta_Lucarelli_FF-1-325x216Lucarelli al Lauro Rossi ha ricordato il “maestro” Scerbanenco (“Chi mette la mano davanti alla locomotiva in corsa? Porre la mano davanti alla locomotiva a volte significa fermarla”), e si è tolto qualche sassolino dalla scarpa («Non sopporto quei critici che scrivono recensioni di un giallo svelando il finale, non lo concepisco. Che sia il lettore a decidere se vuole partire dall’ultima pagina»). Ha parlato più del ruolo del giallista che del suo ultimo romanzo-inchiesta Navi a perdere: «Noi vi raccontiamo la storia misteriosa e non ve la raccontiamo subito, lo scopo di un romanzo giallo è di sorprendere pagina dopo pagina. E un potenziale scrittore di gialli si riconosce fin da piccolo, è quel bambino che torna a casa da scuola raccontando con una certa enfasi tutto quello che è successo». Al Lauro Rossi resta un mistero da risolvere: come è stata distrutta l’opera di Wladimiro Tulli? Ma questo Carlo Lucarelli non può saperlo. E chi lo sa non risponde.

(m. z.)

(foto Falcioni)

La piazza dei misteri, tutti in fila per Carlo Lucarelli

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L’introduzione alla serata affidata ad uno studente del Liceo Scientifico Galilei, allievo della professoressa Lucia Tancredi

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