Sanità, in 3mila al corteo di protesta:
«Regione svende il diritto alla salute»

I MANIFESTANTI sono arrivati da tutte le province delle Marche, una ventina i pullman. La marcia per le vie di Ancona aveva l'obiettivo di chiedere a palazzo Raffaello e al Governo di garantire servizi adeguati ed equamente distribuiti sul territorio. Cgil, Cisl e Uil: «Ceriscioli metta la faccia in un confronto serio con le confederazioni». Lunedì incontro tra sigle e governatore sulle liste d'attesa
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di Martina Marinangeli

La carica dei 3mila per una sanità equa e pubblica. Sono arrivati da tutte le province delle Marche, a bordo di circa 20 pullman, i manifestanti che stamattina (13 aprile) hanno preso parte al corteo di protesta organizzato ad Ancona da Cgil, Cisl e Uil per chiedere a Regione e governo di garantire servizi adeguati ed equamente distribuiti sul territorio. Il colorato serpentone è partito da via Marconi – temporaneamente interdetta al traffico – tra sbandieramenti e slogan indirizzati a palazzo Raffaello. Il convitato di pietra della manifestazione, l’esecutivo Ceriscioli, è stato tirato in ballo in più di uno striscione, con frasi lapidarie come «la Regione svende il diritto alla salute». E proprio al governatore si sono rivolti i segretari regionali delle tre sigle, Daniela Barbaresi (Cgil), Sauro Rossi (Cisl) e Graziano Fioretti (Uil), in testa al corteo, chiedendo un confronto serio, aperto e trasversale sul settore. «Vogliamo risposte concrete per servizi uniformi su tutto il territorio. Serve una maggiore qualità degli interventi, al momento inadeguati rispetto ai bisogni delle persone. Chiediamo a Ceriscioli di mettere la faccia, in prima persona, in un confronto serio con le confederazioni, senza delegare ad altri». Intanto, è in programma per lunedì un incontro sulle liste d’attesa tra le sigle e il governatore.

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Scortato da mezzi della polizia, il corteo è poi approdato nel cuore della città, e dal palco di piazza del Papa sono state elencate, punto per punto, tutte le criticità rilevate dai sindacati in ambito sanitario. Ad ascoltare, anche il capogruppo regionale della Lega, Sandro Zaffiri, e l’ex assessore della giunta Spacca, Marco Luchetti, ora consigliere comunale Pd a Falconara.
Tra i problemi più urgenti segnalati dai sindacati alla Regione: i tempi di attesa, il pronto soccorso e la rete dell’emergenza-urgenza, affiancati da quelli relativi a servizi territoriali, integrazione sociosanitaria, prevenzione e rete ospedaliera, fino all’insufficienza dell’organico, il precariato e la progressiva privatizzazione della sanità. Un attacco su tutta la linea, duro e serrato, sferrano anche contro il Piano socio-sanitario 2019/2021 (varato dalla giunta regionale lo scorso 28 gennaio), definito «generico e poco chiaro», quando non «inadeguato». «È dal Piano socio sanitario che inizia la discussione – ha puntualizzato Silvana Roseto,segretaria confederale Uil nazionale – e la Regione ascolti la piazza. Troppi cittadini sono sfiduciati e spesso costretti a migrare in altre regioni per avere servizi adeguati. Le liste d’attesa, inoltre, sono il primo motivo per il quale le persone si rivolgono alla sanità privata».

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Da sinistra, i segretario regionali Daniela Barbaresi (Cgil), Graziano Fioretti (Uil) e Sauro Rossi (Cisl)

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Marcello Evangelista della Uil al corteo di protesta

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Sanità, sindacati in piazza: «problemi urgenti nelle Marche»



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