L’Italia celebra “L’Infinito”,
Bussetti e Sgarbi a Recanati:
400 studenti in festa (FOTO)

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA - Il ministro dell’Istruzione e il critico d'arte hanno dato il via alle celebrazioni per i 200 anni dalla stesura del celebre idillio di Leopardi. A villa Colloredo Mels l'inaugurazione della sezione del museo dedicata al grande poeta. Flash mob dei ragazzi delle scuole
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Il taglio del nastro. Da sinistra il prefetto Iolanda Rolli, il sindaco Francesco Fiordomo, il ministro Marco Bussetti e Vittorio Sgarbi

 

di Maurizio Verdenelli (foto Federico De Marco)

Non ci sono più Francesco Cossiga, Mario Luzi, la contessa Anna Leopardi, il sindaco Mario Simonacci e non c’è più il dominus di quell’evento passato alla storia culturale del Paese, l’ex ministro Franco Foschi. Sono passati 32 anni da quel 1997 quando Recanati celebrò, e fece le cose in grande, il 150esimo anniversario dalla morte del suo poeta. E questa mattina, per il bicentario dalla stesura definitiva dell’Infinito (giunto da Bologna insieme con i manoscritti vissani, ‘salvato’ nel ’97 dall’allora sindaco Alessandro Lucerna che lo teneva sotto il letto armato di fucile dopo il terremoto di quell’anno) la città è tornata a ricordare solennemente Giacomo Leopardi. Che quei versi immortali scrisse ad appena vent’anni.

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Vittorio Sgarbi

Assente la famiglia Leopardi – che ha festeggiato extra moenia i 15 anni dell’ultimogenita della contessa Olimpia – il grande poeta italiano è stato oggi sostituito da Vittorio Sgarbi. E degnamente, dimostrando come pure un bravissimo critico d’arte come lui può bene rappresentare il pensiero, tuttora modernissimo, di Giacomo Leopardi. “Romanticismo: l’Infinito nell’arte” è stato il tema, preceduto da una raffica ‘stroncagambe’ dello Sgarbi ‘cattivo’ (autodefinizione). Contro la Regione Marche, il suo rappresentante sul palco del teatro Persiani, dove si è tenuta la cerimonia, Luca Marconi, già sindaco recanatese, consigliere regionale e già assessore Udc alla Famiglia è stato ‘dipinto’ dal critico/deputato come «reperto democristiano parlante». Per una mera questione linguistica, particolarmente per quell’aggettivo ‘strategico’ in relazione al Piano della Cultura delle Marche. «Il piano è o non è». Inoltre ha incalzato: «Perché parlare di fruizione della cultura e non invece più propriamente di godimento? Ed anche: location al posto di rocca, palazzo, castello», ha tuonato Sgarbi che da tempo propone una battaglia ‘modello Accademia della Crusca” contro l’uso anglicizzante della lingua italiana, strumento di ingegni del livello di Dante e del suo amatissimo conterraneo Ludovico Ariosto. Critica al veleno che se ha incenerito Marconi ha colpito di striscio anche la presentatrice, colpevole di aver riferito circa la qualità ‘strategica’ (appunto) dei piani della giunta Ceriscioli. Tuttavia in questo caso un abbraccio ha sancito la pax tra la collega Manolita Scocco e l’inguaribile seduttore. Che seppure con gli occhi fissi sul suo cellulare per tutta la cerimonia teneva evidentemente ben ritte le orecchie.

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I ragazzi delle scuole con il ministro

Eppure i protagonisti non sono stati né il ministro Marco Bussetti, né il critico spettacolare, né le istituzioni, ma i ragazzi di ogni ordine e grado. A loro i posti d’onore in teatro e allo scolaro Michele (5A del plesso Beniamino Gigli) a sgomitare con gli industriali del miracolo Recanati (Adolfo Guzzini), i sindaci (tra cui quello di Macerata, Romano Carancini) e le autorità in divisa e non. E per loro, i babies, anche una poltrona sul palco. Sarà lui insieme a leggere insieme con la compagna di classe Aurora la ‘letterina’ al ministro. Un brusio divertito ha trasvolato nel ‘Persiani’ strapieno allorché quest’ultima ha chiesto che «tutte le scuole dell’obbligo fossero fornite di sapone, carta igienica, acqua potabile per non appesantire le spese delle famiglie». Bussetti ha sorriso anch’egli: si è messo in tasca la lettera promettendo di farla leggere anche a qualche collega di governo. I ragazzi, dicevamo. Sin dalla mattinata, sciamando fuori nell’azzurro della Giornata Mondiale della Poesia e nella primavera che leopardianamente brillava ‘nell’aria’ esultando nelle campagne circostanti, hanno scritto con la loro grafia in mille foglietti bianchi, in una dirompente invasione poetica, le liriche di Giacomo, trasportate da bianchi palloncini ed altre ‘atterrate’ all’interno di palazzo Colloredo Mels. Un gioioso flash mob, iniziato sin dalle 9 con 400 scolari dell’istituto comprensivo ‘Badaloni’, nel segno di ‘Infinito Leopardi’ e della liberazione in aria di una colomba in piazza che ricordava questa sì, ma avvolta dalle polemiche di paese, l’installazione aerea sulla Torre del Borgo dello scultore maceratese (in poliennale ‘esilio’ a Candia) Valeriano Trubbiani. A far discutere 32 anni fa furono le piccole incisioni lasciate dal ferro dei volatili scolpiti, mossi dal vento, sui mattoni antichi della torre cantata dal Giovane Favoloso. Un’amarezza in più per Trubbiani che a Giacomo aveva dedicato una parte importante della sua carriera.

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Il ministro Marco Bussetti

E rivolgendosi ai ragazzi, il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca che era sceso in piazza Leopardi accolto dagli studenti (per obbligo e per piacere la recitazione dell’Infinito) per poi raggiungere a piedi il teatro alle 11,17, ha raccolto due distinti, convinti applausi. «Non demonizzate il voto: questo è solo relativo ad un compito, un’interrogazione. Può essere anche non positivo, ma voi per l’impegno meritate dieci e lode. I docenti si dovranno essenzialmente concentrare sulle attitudine dei discenti. Il sapere dovrà essere trasversale, multiforme, plastico, eclettico». Il secondo applauso ricordando i fatti di ieri a Milano, con i 51 ragazzi salvati dal rogo dello scuolabus grazie all’intervento dei carabinieri. Ed infine, Bussetti ha incassato consensi sollecitando ad interpretare il senso di infinito leopardiano come spunto per andare oltre la siepe, e ad interrogarsi su sé e il proprio futuro. Non secondo i parametri del mercato attuale che spinge i giovani a non avere ‘più remore’ né ‘controlli’. Ma i ragazzi recanatesi lo sanno già. Seduti in platea, Riccardo, Irene e Chiara (ultima classe del liceo classico Leopardi: per tutti tre, 9 in Italiano sulla pagella) hanno dimostrato che grazie a Leopardi hanno compreso la lezione della vita: «Giacomo per noi è un amico sin dalle elementari. E’ un legame affettivo, di casa. L’Infinito ci spinge a pensare oltre, e a fare una giusta astrazione rispetto al contingente, alla realtà tangibile», hanno ‘confidato’ a chi scrive, questi tre giovani favolosi. Per loro e per tutti gli studenti italiani la ‘festa’ bicentenaria legata all’Idillio più famoso, continuerà ed esploderà il 28 (8 rovesciato ad indicare l’infinito algebricamente) di maggio, mese ‘odoroso’, con la diretta Rai da tutt’Italia in collegamento con le scuole di ogni ordine e grado e premiazione finale dei vincitori del concorso ‘Mio Infinito’.

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Il teatro Persiani

Sul palco sono sfilati via via il sopracitato Luca Marconi («La Fiat assunse 60 filosofi perché sensibile al concept, alla definizione del proprio brand: un segnale importante per dire che la cultura paga»), l’assessora Rita Soccio («Cultura vuol dire anche turismo ed dunque economia: i dati in crescita esponenziale delle presenze in città lo stanno a dimostrare»), Gianluca Belucci, responsabile del Sistema Mudeo che gestisce le aree espositive anche a Recanati. Da lui un invito alla visita, in riferimento sottolineato alla nuova Mediateca. Il saluto della città è venuto dal sindaco Francesco Fiordomo: «Buona Giornata Mondiale della Poesia a tutti a nome della città». Poi l’atteso show culturale/artistico di Sgarbi-buono (esaurito quello ‘cattivo’, sue proprie definizioni). La platea ha fruito (pardon, goduto) di una doppia razione di dottrina ed humour alla sua maniera miscelati con sapiente iconografia romantica alle spalle.

ministro-bussetti-recanati-FDM-6-650x433Con un’ora di ritardo sulle previsioni,  ministro & C hanno fatto il loro ingresso a Villa Colloredo Mels. Tagliando il nastro inaugurale della sezione leopardiana allestito all’interno del museo e poi inopinatamente svoltando a destra in direzione della sezione archeologica del museo che in effetti con il Giovane Favoloso ha poco a che fare. Al piano superiore invece ecco Giacomo, l’Infinito, le lettere, i manoscritti, i ritratti, e la maschera funeraria. Ed insieme gli splendidi bianco e neri di Mario Giacomelli. Commissionati al più grande fotografo marchigiano del dopoguerra da Luigi Crocenzi nel 1964. Due temi: “Infinito” e “A Silvia”. A far pendant per così dire, le grandi opere di Lorenzo Lotto, non apparse nella grande mostra di palazzo Buonaccorsi a Macerata e tutte le altre, dal ‘300 in poi, presenti nell’Antiquarium. Nel pomeriggio, il programma prevede ancora a villa Colloredo Mels la presentazione del libro di Umberto Bottazzini “Infinito”, a seguire quello di Sergio Giovine “Sull’infinito” e alle 21 in teatro “L’Infinito all’infinito” con Samuel from Subsonica: Dj set e poesia con l’attore Salvo Lo Presti. Domani ancora in teatro, ore 21, Davide Rondoni in “E come il vento”: poesia, danza e musica con Paola Camarco e Megahertz. Sabato è di scena Antonino Zichichi: “La bellezza dell’infinito”, dialogo con la Scienza. Alle 21, al Persiani, Renzo Anzovino in concerto: “Sovrumani silenzi”. Finale col botto domenica, alle ore 18 ancora al ‘Persiani’ con Paolo Crepet: ‘Infinita passione’. Dialogo sulla psiche. Insomma un esaustivo viaggio attorno al Giovane Favoloso con l’occhio, anzi due, stavolta puntati sui ragazzi sui quali il simpaticissimo ‘Muccio’ (l’affettuoso soprannome familiare di Giacomo) continua ad esercitare vera ed incoraggiante attrazione. Infinita.

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