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Cava di Statte, chiesta la riattivazione:
oltre 1 milione di metri cubi da scavare

CAMERINO - Convocata la conferenza dei servizi in Provincia per valutare l'impatto ambientale. Ad avanzare la proposta la ditta Efi srl di Caldarola
lunedì 11 Marzo 2019 - Ore 22:13 - caricamento letture
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di Monia Orazi

Presto potrebbe essere riattivata la cava di Statte a Camerino, già parzialmente scavata da una ditta, poi venduta dal Comune. E’ in corso infatti in Provincia la valutazione di impatto ambientale per il progetto di coltivazione della cava, che prevede l’estrazione di calcari stratificati, nell’ex cava già autorizzata per circa dieci anni nel piano provinciale delle attività estrattive. A presentare la richiesta, per un totale di 1 milione e 440mila metri cubi di materiale lapideo da scavar ( circa 144mila metri cubi l’anno), è stata l’anno scorso la ditta Efi srl di Caldarola, che già gestisce un’altra cava nella zona.

La Efi ha acquisito a seguito di asta pubblica la cava nel settembre del 2018, dopo almeno otto tentativi di asta, messi in atto dal comune di Camerino. La conferenza dei servizi, per il rinnovo dell’autorizzazione all’attività estrattiva è prevista per domani. Il progetto nel suo complesso riguarda una superficie di 71.680 metri quadrati, dei quali 35mila sono ricoperti da vegetazione naturale, mentre altri 36mila sono già coinvolti dalla precedente attività estrattiva. L’area recintata è pari a 89mila metri quadrati. «Il nuovo impianto permetterebbe l’attivazione di ulteriori investimenti finanziari e, la sua ubicazione, consentirebbe di mantenere l’insediamento industriale, nel suo complesso, in un contesto territoriale e sociale già fortemente ”condizionato” dalla presenza dell’attività estrattiva, sia sotto il profilo culturale che degli aspetti peculiari rappresentati da un indotto che, nonostante la situazione congiunturale legata ad una crisi economica che ha fortemente coinvolto il settore estrattivo, si è progressivamente sviluppato nel tempo attraverso la creazione di servizi ed attività artigianali e commerciali a supporto dell’azienda», si legge nello studio presentato da Efi srl.



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