Ratatà, salta l’edizione 2019
ma è solo un arrivederci
«Rilanceremo nel 2020»
MACERATA - Sono stati gli organizzatori a dare l'annuncio, prime polemiche in città. Il sindaco Carancini assicura: «Solo un problema di tempistica, crediamo nel progetto e lo porteremo avanti, stiamo lavorando insieme per rafforzarlo. Quest'anno sperimenteremo un nuovo format»

Un’immagine della scorsa edizione
Ratatà: salta l’edizione 2019, ma nessuna rottura col Comune. Anzi il sindaco rilancia: «Stiamo già lavorando a un rafforzamento dell’edizione 2020». Il festival del fumetto, illustrazione ed editoria indipendente di Macerata si fermerà per un anno dunque, perlomeno nella versione conosciuta fino ad oggi. Ad annunciare la decisione erano stati gli stessi organizzatori con un post su Facebook, che ha subito generato qualche polemica.

Il post degli organizzatori
«Questa comunicazione ufficiale – hanno scritto gli organizzatori – è per informarvi che l’edizione 2019 del Ratatà Festival non ci sarà. Scusate se per molti mesi non ci siamo fatti sentire e non abbiamo risposto alle innumerevoli richieste a riguardo. Dopo cinque anni intensissimi, in cui abbiamo cercato di fare un Festival che fosse anche un progetto poetico e politico, creato e modellato su di un territorio e sulle persone che ci vivono, ma sempre con una visione internazionale, abbiamo bisogno di riflettere sul nostro futuro e di confrontarci con le realtà con cui abbiamo collaborato per trovare insieme delle soluzioni più sostenibili sotto diversi aspetti. Fisicamente e concettualmente non ci è più possibile continuare a sostenere da soli un evento di questa portata senza un finanziamento pubblico proporzionato all’offerta culturale proposta. Stiamo diventando grandi e questo grazie soprattutto a tutti voi che ci avete sostenuto in questi anni e che, speriamo, continuerete a credere in quel progetto orizzontale che è Ratatà, fatto da amici per amici. Contiamo di tornare nel 2020 più carichi di sempre per celebrare degnamente “l’anno del topo”, o meglio del ratto. Preparate le trappole». Parole, in particolare forse il passaggio sul finanziamento pubblico, che hanno innescato qualche mal di pancia tra i sostenitori. Tanto che su qualche vetrina sono già apparsi i primi cartelli con su scritto “Ratatà forever”, seguito dall’hasthag “giùlemani”. Ma è il sindaco Romano Carancini a smorzare le polemiche, confermando l’appoggio al festival. «Abbiamo creduto nel progetto quando nessuno ci credeva. Le prime edizioni sono state osteggiate da molti – dichiara il primo cittadino – ma noi siamo andati avanti, convinti del respiro internazionale di un simile evento. E sotto questo punto di vista nulla è cambiato, stiamo lavorando con gli organizzatori e per quanto ci riguarda i rapporti sono più che buoni. Purtroppo per questa edizione ci è stato un problema di compatibilità temporale decisivo. Ci hanno giustamente chiesto un impegno già a settembre-ottobre 2018, ma in quel momento non abbiamo potuto, perché abbiamo chiuso il bilancio a fine anno e loro in questo modo non sono riusciti ad organizzare. Così abbiamo deciso di sperimentare un nuovo format nel 2019 e di rilanciare per il 2020 con un progetto rafforzato. Noi vogliamo portarlo avanti».

Il cartello affisso su una vetrina