Scheletri di cemento,
le incompiute in Consiglio:
«Vogliamo abbattere volumetrie future»

MACERATA - Approvato l'ordine del giorno con primo firmatario David Miliozzi. L'assessore Casoni: «Monitoriamo ma i tempi sono lenti»
- caricamento letture
degrado-piazza-pizzarello-macerata_foto-LB-8-650x433

L’incompiuta di piazza Pizzarello

di Federica Nardi

Piazza Pizzarello, via Trento, via Valenti. Luoghi simbolo della crisi del settore edilizio che a Macerata ha aperto cantieri per poi lasciarsi dietro opere fatte a metà, scheletri di cemento e degrado. Oggi il Consiglio comunale ha votato a maggioranza un documento che per quanto non risolutivo indirizza l’amministrazione verso una maggiore attenzione alle incompiute. Primo firmatario dell’ordine del giorno David Miliozzi (Pensare Macerata). La risposta di Paola Casoni, assessore di riferimento, ha permesso di fare il punto sulla situazione di questi cantieri interminabili.

paola-casoni

Paola Casoni

«La situazione riguarda soprattutto alcuni grandi cantieri – ha detto Casoni -. In piazza Pizzarello la ditta ha un permesso di costruire ancora attivo. Manca ancora una porzione enorme da completare. Il problema è che la ditta è in fase di ristrutturazione del debito e i tempi sono lunghissimi. Per questo non possiamo “semplicemente” demolire. Questi sono discorsi da bar: quella è una proprietà privata. Per il lotto in via Trento invece siamo in fase di arbitrato. E poi c’è la lottizazione Neopolis in via Valenti. L’amministrazione monitora tutte le situazioni ma i tempi sono lenti. Non dipende sempre dalla volontà delle ditte – sottolinea Casoni -. A volte ci sono difficoltà economiche profonde. Proprietà ipotecate per cui bisogna interagire con molti soggetti. Anche su situazioni più piccole cerchiamo di mediare ma non è sempre facile trovare accordi con i proprietari».

DavidMiliozzi_FF-1-325x217

David Miliozzi

Per il futuro comunque la parola d’ordine è meno cementificazione. «Per evitare problemi futuri – spiega Casoni -, stiamo cercando di abbattere le volumetrie nelle aree dove sono previste, parlando con i proprietari. Un esempio: il capannone dietro l’area Simonetti a Piediripa». Inoltre il Comune ha anche uno strumento in più per evitare il degrado dei cantieri abbandonati: «Se il permesso a costruire è scaduto da più di un anno possiamo intervenire direttamente per smontare eventuali gru lasciate nell’area». Nell’elenco di Casoni manca all’appello, sottolinea l’assessore Enrico Marcolini (La città di tutti), un’altra enorme area figlia di previsioni urbanistiche troppo ottimistiche: la lottizazione Valleverde a Piediripa. «Quell’area ha grandi difficoltà, chi ci abita segnala disagi», spiega Marcolini. Sui 27 presenti in assise 20 consiglieri hanno votato favorevolmente. Sei gli astenuti e un voto contrario (Deborah Pantana, Forza Italia). L’impegno è a mappare i cantieri abbandonati in città, contattare le ditte chiedendo che garantiscano sicurezza e pulizia delle aree, aprire dei tavoli tecnici per favorire una riqualifica degli spazi e infine pensare alla possibilità di stralciare alcune aree da ripensare urbanisticamente.

 

Cantieri edili abbandonati: «Parlare con le ditte e ripensare la città»



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X